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| Le varie esplorazioni compiute dagli
avventurieri spagnoli e tra le quali ricordo la rocambolesca odissea di
Cabeza De Vaca, finita nel 1536, che visse quasi sette anni tra gli
indiani del Texas e la spedizione di Francisco Vásquez de Coronado che
attraverso' le pianure texane fino all' Oklahoma e al Kansas nel 1541
convinsero gli Spagnoli che per il territorio del Texas non valeva la
pena fare troppi sforzi tentando di occuparlo. Era una terra arida, con
un clima secco e un suolo piu' sfavorevole alla coltura cerealicola. Le
aree forestali erano scarse, mal distribuite rispetto alle esigenze
della colonizzazione e pertanto pessime per quel che riguarda il loro
sfruttamento soprattutto al fine di ricavarne materiale da costruzione
per l' edificazione di case, fattorie, recinti per il bestiame. Inoltre
il Texas era popolato da tribu' indiane alquanto bellicose come gli
Apache o i Comanche, che vivevano tendenzialmente di razzie e scorrerie
ai danni delle tribu' stanziali e dei coloni europei. Gli Spagnoli
disponevano delle docili tribu' dell' Arizona e del New Mexico, come i
Pueblo o gli Hopi, che avevano accolto a braccia aperte gli Europei
affinche' li difendessero dalla furia delle tribu' delle praterie;
potevano sfruttare le fertili valli della California molto simili per
clima e conformazione dei terreni alle zone collinari mediterranee;
avevano scoperto di quante risorse minerarie fossero ricche le Montagne
Rocciose, rame ma soprattutto oro e argento. Pertanto gli sforzi iberici
per la sottomissione e la susseguente colonizzazione della regione che
chiamarono Nueva España furono concentrati verso le terre a nord ovest
del Messico. Furono i Francesi, quasi un secolo dopo, a fare la prima mossa, per mano di René Robert Cavelier, Sieur de La Salle, e ad innescare la corsa all' insediamento in Texas. René De La Salle era un esploratore che si imbarco' per il Canada nel 1666. Durante questi anni di vita selvaggia fu folgorato dalle leggende che circolavano tra indiani e cacciatori sull'esistenza nel continente di un intricato sistema fluviale che, debitamente utilizzato, permetteva al Canada un facile accesso al Golfo del Messico e al Pacifico. Elaboro' allora un ambizioso progetto che prevedeva la fondazione di una serie di stazioni di posta fortificate lungo il corso dell' Illinois e lungo tutto il Mississipi, se il primo era affluente del secondo come si diceva, che avrebbero fatto capo ad una prospera cittadina che sarebbe sorta alla foce del Mississipi e che avrebbe catalizzato tutti gli scambi tra il Nord America e l' America Spagnola. Cosi' deciso rientro' in Francia nel 1674 e nel 1677, ottenne un titolo nobiliare, la signoria su Fort Frontenac e una licenza di monopolio per il commercio delle pelli di bufalo. Torno' in Canada e comincio' a mettere in atto il suo progetto dopo aver consolidato l' alleanza e l' amicizia con i nativi. Reclamo' per la Francia tutte le terre lambite dal Mississipi (1683) e chiamo' questa regione Louisiana in onore del re Luigi XIV. Porto' in Francia la notizia della scoperta e ottenne dal re l' autorizzazione ad organizzare una spedizione che prendesse effettivamente il possesso della Louisiana e della foce del Mississipi e ne cominciasse la colonizzazione. Il 24 Luglio del 1684 De La Salle parti' da Rochefort con quattro navi e 280 coloni alla volta del Golfo del Messico. Per di piu' il momento pareva particolarmente favorevole alla riuscita dei piani di De La Salle dato che la Francia era in guerra con la Spagna. Di conseguenza dalla cittadina che aveva intenzione di fondare poteva tranquillamente attaccare il Messico via terra. Senza contare che, una volta ultimata, la sua catena di stazioni di posta avrebbe bloccato l' avanzata inglese verso Ovest aprendo cosi' quella dei coloni francesi del Canada, ed inoltre lo avrebbe reso il re del commercio di pelli e di pellicce. Ma la sorte da subito non irrise alla spedizione. Una serie di tempeste danneggio' la navi e parte del carico; i pirati abbordarono il convoglio, uccisero alcuni coloni e derubarono gli altri e oltretutto, causa la difettosita' degli strumenti di bordo e l' approssimativita' delle carte, la spedizione manco' la foce del Mississipi di circa 400 miglia e prese terra nella Matagorda Bay (Texas) nel Febbraio del 1685. Qui fu fondato un forte provvisorio, Fort St. Louis, che avrebbe dovuto fungere da base e da riparo momentaneo per i coloni. Nel frattempo De La Salle si impegno' in una serie di esplorazioni che dovevano portarlo a ritrovare la foce del Mississipi. Ma durante la sua assenza, durata fino al marzo 1686, i lavori di edificazione del villaggio e il dissodamento delle terre procedeva a rilento. Erano arrivati anche per questa colonia malattie e malnutrizione. In molti morirono, qualcuno si rifugio' presso gli indiani dell' East Texas, qualcun altro tento' la fuga ma fu massacrato dagli indiani delle praterie. De La Salle mori' nel 1687 durante una ricognizione e Fort St. Louis e i suoi occupanti si trovarono in balía di se stessi. Ci pensarono gli indiani Karawankas, attorno al Natale del 1688, a porre fine all' agonia del forte massacrando tutti, escluso i bambini che presero con se', e distruggendo e bruciando tutte le costruzioni. Gli Spagnoli vennero a conoscenza della spedizione e del suo fallimento da alcuni pirati francesi che si scopri' poi essere disertori dello stesso De La Salle. L' amministrazione coloniale e le autorita' religiose iberiche presero ad allarmarsi. Quei territori non erano piu' aride lande desolate regno di feroci tribu' " selvagge ", ma erano diventati una terra di confine tra i possedimenti francesi e le colonie spagnole. Lasciarli senza controllo alcuno significava permettere a chicchessia di attraversarli in lungo e in largo senza impedimenti o difficolta'. Sotto queste spinte politiche e religiose la faraonica macchina della burocrazia coloniale spagnola si mise in moto e procuro' al governatore della provincia di Cohauila, Alonso De Léon, e al padre francescano Daniel Massanet l' autorizzazione ad occupare il Texas. La loro spedizione composta da centodieci soldati e quattro missionari parti' per l' East Texas nella primavera del 1690, ma i primi stanziamenti spagnoli fu disastroso dato che la missione Santissimo Nombre fu colpita e distrutta da un alluvione nel 1692 mentre San Francisco fu abbandonata in tutta fretta l' anno dopo. Infatti, le mortifere epidemie che colpirono la popolazione delle missioni, trasmesse agli indiani dagli europei, e il difficile rapporto tra la cultura spagnola e i costumi e le usanze locali avevano dato luogo ad un cosi' critico stato di tensione che i religiosi avevano cominciato a notare le prime avvisaglie di una rivolta. Padre Antonio De San Buenaventura Olivares, dopo alcuni sopralluoghi nella regione, si era reso conto della precarieta' della condizione delle missioni. Inoltre i frati offrivano agli indiani beni spirituali e la vita eterna mentre i Francesi erano assai piu' convincenti con i loro liquori, le armi da fuoco, i coltelli. I missionari chiedevano alle tribu' di abbandonare la loro vita nomade per abbracciarne una sedentaria, invece i Francesi erano ben lieti di seguire le tribu' lungo i loro spostamenti. Gli Spagnoli volevano che gli Indiani assorbissero i costumi europei e parlassero, leggessero e scrivessero il castigliano contrariamente ai Francesi che apprendevano le lingue indiane e ne adottavano i costumi. Era naturale quindi che gli Indiani familiarizzassero con i frontiersmen francesi e che vedessero di cattivo occhio i missionari. In virtu' di questo, padre Olivares, che temeva disordini o rivolte tra gli indiani, proponeva di tamponare le infiltrazioni francesi in territorio texano costruendo una serie di installazioni religiose, civili e militari lungo la pista che collegava il Messico con l' East Texas (inizio sec. XVIII). L' anno successivo alla fondazione di Alamo, Spagna e Francia tornarono a combattersi nella guerra della Quadruplice Alleanza e naturalmente anche il Texas, in quanto marca di frontiera tra i possedimenti coloniali delle due nazioni, fu teatro di scontri anche se, tutto sommato, di modesta entita'. Non appena in Louisiana giunse la notizia della guerra, i Francesi pensarono di approfittarne per liquidare la noiosa e commercialmente deleteria presenza spagnola in Texas. Blondel, con un manipolo di soldati, attacco' di sorpresa la missione di San Miguel De Linares e ne ebbe facile ragione dato che, oltre agli indiani, era abitata da un diacono e da un solo soldato. Blondel ordino' ai suoi uomini di saccheggiare la chiesa e le abitazioni e di distruggere i recinti e gli stami del bestiame compreso il pollaio. Mentre Blondel risaliva a cavallo, qualche suo soldato prese a colpire i polli con il frustino e gli animali cominciarono a svolazzare agitati. Il cavallo del capitano allora si imbizzarri' e lo disarciono'. Si creo' cosi' una gran confusione della quale approfitto' il diacono per fuggire e correre a dare l'allarme. Il religioso raggiunse a piedi Nuestra Señora De Los Dolores e ripete' ai frati e a Ramón quello che era successo a San Miguel e cio' che i Francesi avevano dichiarato: la penisola di Pensacola era gia' in mano loro mentre un battaglione di un centinaio di soldati era in marcia da Mobile per occupare l' East Texas. Ramón dette allora l' ordine di evacuare le missioni e di rifugiarsi a San Antonio. Di riportare l' ordine in Texas e di rispedire in Louisiana i Francesi se ne occupo' il marchese De Aguayo, al secolo José De Azlor y Virto De Vera. Aguayo, forse il piu' ricco possidente terriero della provincia di Cohauila, ebbe l' incarico di governatore di Cohauila e del Texas nel 1719 dopo la fuga dei frati a San Antonio che era costata la destituzione di Alarcón. Nel 1720 radunò un esercito e riconquistò le missioni e i presidi occupati dai Francesi l' anno precedente. La catena di missioni costruite lungo il fiume San Antonio nel XVIII secolo ci rimanda a uno dei migliori mezzi di espansione territoriale mai adottati dall' impero spagnolo. La missione era una istituzione di frontiera che doveva tentare di incorporare i popoli indigeni nel sistema iberico da un punto di vista religioso, culturale e in seguito politico. La missione serviva ad assuefare i nativi ai costumi e alle abitudini europee stemperando il clima brutale della frontiera e offrendo agli Indiani un meno traumatico passaggio dalla loro civilta' a quella spagnola. La corona spagnola aveva scelto i missionari come suoi agenti di frontiera perche' sia i militari che i civili avevano dato pessimi risultati nella gestione del rapporto impero-nativi. I risultati di questa politica missionaria furono tutt' altro che ottimi. Alcune missioni, infatti, riuscirono a svilupparsi e a divenire citta' multietniche, vitali e prosperose come nel caso di San Antonio ma molte altre finirono per morire lentamente (le missioni dell' East Texas) e talvolta anche in maniera violenta (le missioni presso gli Apache). Sicuramente pero' riuscirono nell' intento di preparare gli indiani all' avanzata europea e a favorire gli scambi e il dialogo tra le due culture rendendone il contatto meno traumatico. |