IL SUDAMERICA TRA OTTO E NOVECENTO

La storia del Sud America nei primi due decenni del XX secolo è la storia dell'espansione degli Stati Uniti in quella parte del continente americano. Sulle premesse della dottrina Monroe prima, e del corollario Roosvelt poi, gli Stati Uniti fanno dell'America Latina una propria area di influenza. Il primo segnale chiaro giunge nel 1901 quando nella seconda conferenza Panamericana convocata dagli Stati Uniti in Messico, l'Ufficio Commerciale delle Repubbliche Americane, di stanza a Washington, diventa l'Ufficio Internazionale delle Repubbliche Americane, posto sotto l'autorità di un consiglio permanente formato dai rappresentanti diplomatici accreditati a Washington, sotto la presidenza del Segretario di Stato statunitense. Già nel 1903 si presenta agli Stati Uniti l’occasione di intervenire in nome della comunità americana, quando il Venezuela dichiara di non poter far fronte agli impegni economici contratti con la Germania, l’Inghilterra e l’Italia. Alla decisione di queste tre potenze di effettuare una dimostrazione navale contro lo stato sudamericano, gli Stati Uniti oppongono il loro veto, costringendole a cedere. Da quel momento nessun paese europeo sarebbe più intervenuto nella politica dell'America Latina.
Nel 1906 il Nicaragua, sotto la dittatura del presidente Zelaya, dichiara guerra ad una coalizione composta da Guatemala, Honduras e Salvador. L'intervento congiunto di Stati Uniti e Messico, deciso dall'Ufficio Internazionale, impone alle quattro repubbliche il trattato di Washington (1907), nel quale si impegnano a ricorrere all'arbitraggio in caso di conflitto. Ma quando Zelaya, in violazione del trattato, attacca il Salvador, gli Stati Uniti provocano una sollevazione contro di lui e lo sostituiscono con un proprio candidato, il generale Diaz. Washington fa così occupare il Nicaragua, al quale accorda soccorso finanziario.
Nel 1911 gli USA impongono un governo amico anche in Honduras, che permette a società americane di sfruttare i giacimenti d'oro, argento e rame appena scoperti nel Paese. Tutta l'America si trova così sotto l'influenza diretta o indiretta degli Stati Uniti. Ma quando anche il Messico, fallita la rivoluzione zapatista, entra a farne parte, i paesi più grandi dell'America latina, Argentina, Brasile e Cile si uniscono in un associazione nota con la sigla A.B.C., al fine di sottrarsi all'ingerenza statunitense. Questa alleanza finisce però per coagulare ancora di più i piccoli stati intorno agli USA

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