
PIETRO Apostolo di Galilea
( ...... † 13 ottobre 64 d.c)
E' sempre stato
considerato il primo Papa e fondatore della Chiesa Cristiana.
Fu uno dei dodici Apostoli ( inviati) di Cristo deputati a divulgare
la sua parola (verbo).
Dopo la Morte e la Resurrezione di Cristo, con lui il monoteismo
ebraico divenne "TRINO" : DIO padre, CRISTO (il crocefisso) il
figlio di DIO e lo SPIRITO SANTO, disceso in terra nel giorno della
"PENTECOSTE" (celebrata 49 giorni dopo la Resurrezione, ovvero il
50° giorno, quando secondo la tradizione Cristiana una fiamma di
fuoco si posò sul capo degli Apostoli e della Madonna, donando loro
la facoltà di esprimersi e di dialogare con tutti i popoli del mondo
e volatilizzandosi, alla fine della funzione, sotto forma di colomba
che divenne poi simbolo universale di pace).
Coevo di Gesù di Nazareth, Pietro nacque con il nome di Simone,
probabilmente a Betsaida, sulla riva nord-occidentale del lago di
Tiberiade (Gennesaret) e, a Cafarnao, dove abitò e fece il pescatore
assieme al fratello Andrea e dove fu sposato con figli, incontrò
Gesù Cristo.
Di Gesù divenne seguace ed Apostolo, dopo essere stato seguace della
dottrina di Giovanni il Battista (decapitato da Erode Antipa, nato
secondo il calendario romano intorno al 20 a.c) e dal Cristo fu
denominato Cefa- Pietra.
Il suo percorso, dopo la "Pentecoste" è stato variamente descritto
dai Vangeli Cristiani, la sua parola è stata tramandata come parola
di DIO, del CRISTO FIGLIO di DIO e dello SPIRITO SANTO ed ha
attraversato tutto il medioriente passando da Gerusalemme,
Antiocchia, Alessandretta (odierna Iskendurun) Costantinopoli,
Atene, Corinto, Bari fino a Roma "Caput Mundi" dove "incendiò", con
le parole le "anime" dei più poveri, dei meno abbienti e di coloro i
quali credevano in una vita più umana, senza schiavitù, odio e
guerre.
Incendiando le anime dei meno poveri attraverso la comprensione e la
misericordia.
Dedicando ai ricchi il verbo della compassione e della giustizia
affinchè il REGNO DEI CIELI possa appartenere a chi, in terra non
può giudicare e afflliggere ma solo perdonare, lasciando alla più
alta decisione la sentenza definitiva.
San Pietro fu crocefisso in Roma e, se il Cristo Gesù subì la
vergogna ed indicato al pubblico ludibrio, Pietro non subì fine meno
atroce: fu crocefisso con la testa all'ingiù.
Ps 1: note e pareri sono esclusive deduzioni appartenenti alle
n.d.a. , viceversa le date possono essere discordanti, con
riferimento alle varie riforme dei calendari.
1° Calenda = Romolo - calendario di 10 mesi - attorno al IIV secolo
a.C.
2° Calenda = Numa Pompilio (715-673 a.C.) 12 mesi di 355 giorni
basato sulle fasi lunari.
3° Calenda = Giulio Cesare- cesareo o giuliano = 12 mesi con anni
bisestili , un febbraio variabile tra i 28 ed i 29 giorni .
Controriforma cesarea ed inserimento di tre mesi ripartiti tra gli
odierni novembre e dicembre ( Il Mercedodonio si confuse e
sovrappose a Censorino, Solino e Macrobio)
La controriforrma provocò un errore di circa 36 anni
4° calendario = Gregorio XIII, nel 1582 attraverso gli studi dei più
grandi scienziati ed astronomi dell'epoca riuscì a concrettizzare
una diversa ripartizione del tempo che determinò il riferimento
astrale e di conseguenza il calcolo del tempo "sidereo".
Ps 2 : calendari - libro delle calende, ovvero dei crediti annotati
su tavolette di argilla con esigibilità a partire dal primo giorno
di ogni mese.
LINO, di Volterra
(67-76)
San Lino di Tuscia
( 0067-0076) Probabilmente il primo vero Papa della comunità
Cristiana fondata su basi ad organizzazione piramidale, ovvero
eletto dal proprio cenacolo e quindi dalla comunità, a differenza di
Pietro che derivò direttamente dal "Verbo di Cristo".
Di san Lino, come di molti altri Papi ancora, non si ebbero, così
come non si possono avere, molte notizie oggettive e certe sulla
loro vita. Qualche volta nemmeno sulla loro morte; per il semplice
fatto che, a quel tempo, quegli uomini professarono la loro fede più
alta, con una conseguente grandissima contrapposizione ambientale :
l'ostilità degli usi, dei costumi, di vita stessa ma sopprattutto,
delle identificazioni religiose e quindi ideologiche.
Anche la sua nascita è molto approssimativa. La "TUSCIA romana "
potrebbe essere considerata come la parte nord occidentale del Lazio
compresa tra l'attuale confine toscano, il mar Tirreno ed il corso
medio basso del fiume Tevere. Oppure, molto più prossima al "Foro",
quale potrebbe essere la zona dell' attuale via "Tuscolana" ( n.d.a.:
dei tusci, ovvero degli etruschi). Considerate le conformazioni
orogeografiche, i mezzi di comunicazione dell'epoca, e le difficoltà
di spostamento attraverso zone in preda a tutte le possibili azioni
banditesche, si può sicuramente propendere per la seconda ipotesi.
Così come la sua morte è incerta e celebrata come un "martirio"...
probabilmente in qualche arena.
Comunque per l'annuario pontificio dei santi, redatto nel 1947, il
nome di Anacleto o Cleto martire è stato omesso... ovvero
cancellato, probabilmente perchè non fu martirizzato, ma morì di
morte naturale.
ANACLETO,
romano (76-88)
Sant' Anacleto
Martire (0076-0088) Si festeggia il 13 luglio. In Brasile si
festeggia il 27 aprile. Sono anche discordanti gli anni del suo
pontificato che in quest'ultimo caso lo vedrebbe regnare sulla
cristianità tra il 79 ed il 92, lasciando una "vacatio" di ben tre
lunghi anni come prima soluzione. Una seconda ipotesi avrebbe voluto
"Cleto" papa con una sovrapposizione ed intersecazione di date
annuarie. La tradizione comunque vuole che Anacleto fosse stato di
origine romana e discendente di "pretoriani". Convertito al
cristianesimo offrì tutti i suoi averi e la sua massima
disponibilità alla causa cristiana, fino al martirio, voluto da
Domiziano per sopprimere una nuova fede religiosa ed una filosofia
di vita contrastanti con il modo di vivere dell'epoca. Durante il
suo pontificato ordinò 25 sacerdoti ed il suo nome figura nelle
orazioni del canone messale.
CLEMENTE
I, romano (88-97)
Fu eletto negli anni del
terrore più forte dell' anticristianesimo. Appartenente alla Gens
romana , nonostante le sue origini ebraiche. La tradizione lo
vuole quale figlio del senatore Faustino parente dell'Imperatore
Domiziano. La storia lo vuole allevato nella cultura ellenistica.
Seguace di San Paolo e probabilmente il fondatore della gerarchia
eclesiastica, così come ancor oggi viene intesa e speculare alla
gerarchia sociale dell'epoca. Un Papa, qualche vescovo, pochi
sacerdoti e ... possibilmente molti seguaci con il solo diritto di
acclamazione o di proclamazione della "fides" .
Nel 96 scoppiò l'antagonismo con le gerarchie di Corinto dove
Clemente si trovava in conseguenza all'attività apostolica verso
oriente. (n.d.a ovvero la Chiesa Romana ed Apostolica tentò, con i
risultati storici successivi di ritornare da dove aveva avuto
origine. Perchè dopo aver conquistato Roma ovvero caput mundi
stava riperdendo il percorso di Pietro.) L'impegno, nel percorso
geografico inverso, originò la prima abdicazione alla "Cattedra
di Pietro " .
La tradizione vuole che il Soglio o Cattedra di Pietro sia passata a
Evaristo nel 97, mentre la morte di Clemente I venne fatta risalire
all'anno 100 quando, il pontefice si trovò in una qualche località
del "Mar Nero" e,quando dopo aver rifiutato un ordine
perentorio di eseguire un sacrificio alle divinità politeistiche
romane, gli fu legata al collo un' ancora navale romana e gettato in
mare.
Nell'anno 69, su suggerimento di papa Niccolò I, i santi Cirillo e
Metodio riuscirono a recuperare alcune reliquie che furono tumulate
nella basilica di San Clemente, fondata a Roma tre secoli dopo la
sua morte ed eretta, sempre secondo la tradizione, sulle fondamenta
della casa paterna. (nda: oggi a pochi passi dal Colosseo).
EVARISTO,
greco (97-105)
Sant'Evaristo ( 0097-0105)
Di questo Papa non si conosce quasi nulla. La tradizione lo vuole al
soglio pontificio prima della morte del suo predecessore, per il
semplice fatto che Clemente I si risolse a ritrovare l 'apostolato
mediorientale, lasciando gli incarichi romani ad Evaristo. Nato
probabilmente in Giudea da genitori appartenenti alla "Gens
romana" fu istruito in Grecia.
A questo Papa si deve una ulteriore organizzazione eclesiastica: la
costituzione delle parrocchie dopo i vescovadi... ovvero la
diramazione capillare dell'evangelismo. Le parrocchie nacquero come
" Tituli" , ovvero i luoghi dove i "leader" cristiani
trovarono il martirio, ove venne da prima eretta una croce e poi una
chiesa. E, sempre per volontà di questo papa, la celebrazione del
matrimonio diviene un atto pubblico. L' "Annuario Pontificio"
lo considera martire, ma il suo sacrificio non è oggettivamente dato
per certo.

ALESSANDRO I,
romano (105-115)
Probabilmente il primo
papa ad essere eletto dal un conclave dei vescovi, diaconi e
persino con la partecipazione dei fedeli. Antecedentemente il
pontefice veniva nominato in maniera quasi dinastica, con un
atto testamentario. Salì al soglio pontificio ancora
giovanissimo, tra i venti ed i trenta'anni. Proveniente da
nobile famiglia romana con buone introduzioni presso il Senato
romano quali il tribuno Quirino ed il prefetto Ermete. La
tradizione cristiana lo vuole martire, a seguito delle
persecuzioni traiane. Decapitato assieme ai suoi tutori e
sepolto al settimo miglio della via Nomentana. Ma secondo
Eusebio ed Ireneo, papa Alessandro I avrebbe "regnato" tra il
109/110 ed il 119/120.
SISTO I ,
romano (115-125)
Verso la fine del suo
regno anche l' mperatore Traiano ritenne di dover mitigare la
propria politica persecutoria nei confronti dei cristiani, anche
perchè l' "infamia" di essere cristiano serviva più spesso a
risolvere faide politiche e famigliari che non a dirimere
questioni religiose. Questo clima di pseudo tolleranza, che non
cambiò comunque i metodi e le persecuzioni, proseguì anche sotto
l'imperatore Adriano il quale scrisse al proconsole d'Asia : "Se
uno fa le sue accuse e dimostra che i cristiani operano contro
le leggi, allora la colpa deve essere punita secondo la sua
gravità. Ma se qualcuno si avvale di questo pretesto per
calunniare allora è quest'ultimo che deve essere punito".
In questa realtà nacque Sisto I, figlio di pastori romani, si
presume sia assurto al soglio intorno al 115 A Sisto primo si
deve l'introduzione di molte norme di culto, tra le quali il
divieto ai laici di toccare il il sacro calice e la patena (n.d.a
: piattino di metallo dorato, argentato o di metallo nobile
usato per la deposizione dell'Ostia consacrata) lasciando agli
uomini di culto il privilegio di questi atti. A Sisto I venne
fatta risalire anche l'introduzione del triplice cantico <>
durante la celebrazione della messa (nda: tratto dal tardo
latino mìttere, mandare, inviare ... e soprattutto dalla formula
finale del rito cristiano fondamentale della celebrazione
eucaristica: ite missa est "andate, sei inviato!"), ma questo è
dubbio, come è dubbia l' attribuzione, a Sisto, l' introduzione
dell'acqua nella celebrazione del rito eucaristico e dell'acqua
santa per le abluzioni ( n.d.a: queste ultime attribuite al suo
predecessore, Alessandro I).
Viene celebrato come santo, ma dal Calendario Universale della
Chiesa è stato depennato, perchè probabilmente non subì alcun
martirio. La tradizione lo considera sepolto accanto al corpo di
Pietro, come per altro tutti i predecessori ma, l'unica
cattedrale dove ancora viene celebrato come santo è quella di
Alatri (nda: cittadina in provincia di Frosinone).
TELESFORO,
greco (125-136)
Anche nel caso di
Telesforo non vi sono certezze storiche. San Telesforo papa non
sarebbe stato martirizzato, mentre il martirio di un altro
Telesforo sarebbe annotato nel "Martiriologio romano", durante
l'impero di Adriano. Le sue origini vengono ricondotte a
Terranuova di Calabria da famiglia greca.
A Telesforo furono ricondotte alcune altre norme nella
celebrazione della messa quali il canto del "Gloria in excelsis
Deo" da egli stesso composto e l'introduzione della messa di
mezzanotte alla vigilia di natale. Viene festeggiato il 5 di
gennaio, anche se il suo nome non figura più nel Calendario
ufficiale.
IGINO,
greco (136-140)
Filosofo di origine
ateniese, poco o nulla del suo apostolasto è a conoscenza. La
tradizione vuole che la sua preparazione sia stata di conforto
nel contrastare una delle tante eresie imperversanti fin dalla
nascita del cristianesimo stesso: lo "gnosticismo" (nda: gnòsi =
conoscenza; vocabolo di etimologia greca; lo gnosticismo
praticato negava l'insegnamento della dotrina da parte di
maestri, ovvero dal "clero", facendo derivare la conoscenza e la
sapienza direttamente da Dio)
Ad Iginio fu ricondotta una sorta di piccola riforma clericale
mediante la quale iniziò la prima organizzazione gerarchica di
tipo piramidale. Durante il suo pontificato l'imperatore Adriano
fece erigere il suo mausoleo che diventerà poi, Castel Sant'Angelo.
Le spoglie sembra siano state deposte accanto a San Pietro ma,
il suo nome non figura più nel Calendario Universale e pertanto
non viene considerato santo.
PIO I,
di Aquileia (140-155)
Secondo la tradizione
cristiana fu considerato tra i papi più rigorosi, sia verso i
costumi delle popolazioni, sia verso i costumi di vescovi e
presuli, non ancora completamente mondati dalle prosperità della
vita. Ma a Pio I venne ricondotta l'introduzione della
"confessione" , ovvero "riconciliazione" pur nella ripetizione
delle infrazioni dogmatiche o morali. (nda: probabilmente le
persecuzioni, anche se durante l'impero di Antonino Pio si erano
abbastanza affievolite ed il troppo rigore morale imposto, portò
la Chiesa a più miti consigli con l'introduzione, appunto, della
confessione, l' "equa penitenza" ed il prosieguo nel
cammino cristiano, per vescovi, prelati e semplici fedeli).
A Pio I venne anche ricondotta l'introduzione della "Pasqua di
Resurrezione" alla prima domenica dopo il primo plenilunio di
marzo. Compiendo così una prima distinzione tra la "Pasqua
ebraica", celebrata il giorno del plenilunio, ma creando una
forte frattura con la chiesa d'oriente (nda: la futura Chiesa
Ortodossa) che intendeva invece mantenere la tradizione. E
sempre a Pio I si fanno risalire i primi forti contrasti con le
"eresie" organizzate dell'epoca, quali quella di Cerdone
(gnostico) e quella di Carpocrate di Alessandria (gnostico. nda:
la cui dottrina si incentrava sul bene ed il male - il primo
impersonato da Dio e la sua spiritualità, il secondo fondato
sulle figure retoriche di angeli demòni creatori della materia -
La Carpocrasofia in buona sostanza rinnegava il Dio "militare"
ebraico" ma non sposava il cristianesimo in quanto
fruitore della materia).
Nato ad Aquileia da Ruffino di famiglia Aureliana, non si
conosce il modo con il quale incontrò il cristianesimo a così
lunga distanza da Roma. Più verosimilmente si può considerare
che la "nuova religione" sia stata dallo stesso
incontrata, proprio in quel di Roma, la dove stava nascendo,
forse il primo tempio dedicato al culto cristiano: Santa
Pudenziana.
Sembra non sia stato martirizzato, ma reso santo per le sue doti
morali.
ANICETO I,
siro (155-166)
Figura apparentementeo
controversa, per quel poco che si possa sapere di Lui. Nativo
delle terre siriane, non si sa come sia approdato presso la
"Caput Mundi". Sembra fosse stato da prima allontanato dalla
Chiesa d'oriente, quale eretico egli stesso, nel mentre stava
combattendo le eresie gnostiche derivanti dagli insegnamenti di
Cerdone.
Dopo essere stato proclamato papa Aniceto ricevette visita da
San Giustino (filosofo platoniano, convertito al cristiniasemo
fondò una scuola di pensiero,durante l'mpero di Antonino Pio,
per finire martirizzato.), alla quale scuola finì per aderire.
Ma incontrò anche Egesippo, San Policarpo e gli stessi gnostici
Valentino,Cerdone e Marcione. Comunque durante il suo papato le
eresie furono piuttosto contrastate, sempre in difesa della fede
derivante dalla tradizione apostolica.
Con Marco Aurelio, divenuto imperatore nel 161, le cose
cambiarono nuovamente per la sopravvivenza dei cristiani.
Moltissimi vescovi furono condannati a morte e le persecuzioni
ripresero a ritmi accelerati. Lo stesso San Policarpo e San
Giustino trovarono il martirio. Ma non si ha notizia del
martirio di Aniceto, il quale non figura più nel Calendario
Universale. La tradizione cristiana vuole che le sue spoglie
siano state deposte nelle catacombe di San Callisto in Roma ed
in seguito, intorno al 1600, traslate nel sepolcro di Alessandro
Severo.

SOTERO,
ausonio (166-175)
Proclamato santo
in qualche epoca, ora il suo nome non compare più nel
Calendario Universale. Nato a Fondi, nell'attuale Lazio (o
Campania - vedi nota (*) , da famiglia di origine greca, fu
sempre molto attento nel mantenere stretti rapporti con i
cristiani residenti al di la del mare Adriatico (nda : già
considerata Chiesa Cristiana d'Oriente), anche attraverso
opere caritatevoli. Non è escluso che già all'epoca si fosse
presentata la possibilità di una opinione diversa circa l'interprettazione
del pensiero teologico di Cristo, ovvero l'embrione di uno
scisma.... che purtroppo accadrà successivamente. Sotero,
cercò comunque di mantenere unita la comunione della fede
cristiana, nonostante il tallone di un imperatore come Marco
Aurelio.
Sotto il suo pontificato emersero idee eretiche "montaniste"
(nda: eresia frigia, di radice gallica che ricondussero il
pensiero al suo precursore - Montano- di origine ebraica ...
e quindi alla nuova Gerusalemme che discesa dal cielo si
sarebbe dovuta insediare ad oriente di "filadelfia" ...
-palestina - . Prime predicatrici di questo pensiero furono
Masimilla e Priscilla/Prisca).
Il pontefice costituì per contro un ordine diaconale
femminile, anche per rispettare riti greci di più antica
memoria e con essi salvaguardare il pensiero cristiano. Le
sue spoglie sembra siano state dapprima sepolte accanto alle
spoglie di Pietro, poi trasportate nelle catacombe di San
Callisto, sotto il papato di Sergio II traslate nella chiesa
di San Silvestro a Roma. Successivamente da San Silvestro
alla chiesa di San Sisto e... poi... in parte disperse fino
a finire a Toledo.
(*) Sul luogo di nascita, le cognizioni dei confini
odiernamente concepiti non rappresentano però, un vero dato
storico, si può solo desumere dai testi a disposizione che,
essendo la città di Fondi di origini antichissime, questa
rientrasse sotto l'influenza delle popolazioni "aurunche" o
"ausoni" in aperto conflitto con i romani e di conseguenza
ritenuta nemica delle alleanze romane e quindi dell' odierno
Lazio, forse questa è la spiegazione per la quale il "liber
pontificalis" fa riferimento ad una qualsivoglia origine
"campana")
ELEUTERIO,
dell'Epiro (175-189)
Nato in Epiro, a
Nicopoli, fu discepolo di Aniceto. Appena subito dopo la sua
elezione al soglio, dovette assistere alle grandi
repressioni di Marco Aurelio contro le neonate comunità
cristiane austriache e galliche. Nel mentre l'eresia "montanistica"
si dichiarava a favore dell'impero romano.
Il papato di Eleuterio è però noto più per un altro
clamoroso fatto : il martirio di Santa Cecilia. La leggenda
vuole che, la giovane cristiana promessa in sposa al pagano
Valeriano fosse riuscita a convincere il proprio sposo a
lasciarle la propria "verginità". Oltre al marito riuscì a
convertire anche il cognato Tiburzio. Denunciati al prefetto
Almachio furono condannati a morte e a Cecilia fu riservato
l'orrendo supplizio della soffocazione tramite i vapori di
un "caldarium" (ancora oggi conservato nella cappella
dell'omonima basilica in Transtevere). Dopo tre giorni di
martirio ne uscì completamente illesa e solo allora fu
decapitata. Eleuterio, dopo aver combattuto il montanesimo,
il valentenismo e l'eresia marcioniana, fu sepolto, secondo
il "Liber Pontificalis" nella necropoli vaticana.
Come santo è ancora festeggiato il 26 maggio.
VITTORE I,
africano (189-199)
Di origini nord
africane e dal carattere molto fermo dovette confrontarsi
con le molte eresie che stavano proliferando ovunque, una
delle quali molto seguita dalla chiesa d'oriente ed in tutta
l'Asia, ovvero: l' eresia quartodecima Nisan.
Questa eresia riprendeva gli antichi riti ebraici facendo
cadere la Pasqua di Ressurrezione non la domenica, come
aveva stabilito la chiesa romana ma il quattordicesimo
giorno del mese di Nisan, quasi coincidente con la Pasqua
ebraica. Il suo papato trascorse invece relativamente
tranquillo sul fronte della tolleranza romana. Infatti
Vittore salì al soglio negli ultimi anni dell'impero di
Commodo che secondo la leggenda avrebbe avuto un'amante di
fede cristiana (Marcia) che riuscì a mitigare la politica
anticristiana di quel periodo. Non sarà così con il suo
successore Settimio Severo. San Vittore non fu martire e fu
sepolto accanto al sepolcro di San Pietro.
ZEFIRINO,
romano (199-217)
Nativo di Roma, in
qualche annuale appare sotto il nome di Geferino. Il suo
papato iniziò sotto il terrore di Settimio Severo, il quale
convinto assertore della religione politeistica, oltre che
per pratici motivi attinenti il dominio delle provincie
romane, aveva sposato Giulia Domna, di un antico casato
sacerdotale dell'antica città siriana di Emesa dove veniva
praticato il culto al "dio sole".
La scintilla che innescò nuove crudeli repressioni fu la
mancata partecipazione dei cristiani ai festeggiamenti del
decennale dell'imperatore pro salute impetorum,
perchè marcatamente pagani. Oltre a ciò dovette continuare a
combattere ulteriori eresie, contrastato da Ippolito sul
metodo di lotta e che sfocerà successivamente nel primo
scisma cristiano, quello di Ippolito. (nda: Sant' Ippolito
fu teologo e scrittore di cultura greca, divenne esponente
della teologia del logos . Avversario di Zefirino e di
quello che diventerà papa e santo Callisto. Fu probabilmente
in contatto con la dinastia dei Severi ma dagli stessi
abbandonato e deportato in Sardegna, da Massimo il Trace,
dove trovò il martirio.)
Nonostante tutto però, Zefirino riuscì ad organizzare ancora
di più la gerarchia eclesiastica nominando per la prima
volta un suo vicario ( Callisto ) con compiti più pratici
che teologici. A lui si deve la volontà di organizzare i
cimiteri cristiani che furono spostati dalla via Salaria
alla via Appia, dove già esistevano quelli di Pretestato e
Domitilla. Uno dei cimiteri fu chiamato "la cripta dei papi"
e dove, il primo ad esservi tumulato fu proprio Zefirino.
CALLISTO I,
romano (217-222)
Nato a Roma,
figlio di una famiglia di schiavi appartenente ad Aurelio
Carpoforo discendente della ex famiglia imperiale di Commodo.
Callisto fu reso libero perchè il suo "padrone" aderì alla
religione cristiana ed a questa lo educò.
Personaggio piuttosto controverso dal punto di vista
cristiano, molto meno da quello laico. Forse la santità
sarebbe stata certamente più consona a Carpoforo che non al
suo liberto ma, come sempre insegna la storia: la virtù è
dei forti.
Una volta libero, sarà sempre comunque il suo precettore a
garantire per lui, fino alla morte.
La leggenda vuole che alla sua "liberazione" gli fosse stata
consegnata una grande somma di denaro da amministrare a
favore dei più bisognosi e per se stesso. Non fu perduta
solo quella fortuna ma anche di più.
Sicuramente però, un "faccendiere" di grande fascino.
Nonostante fosse riuscito a dilapidare enormi fortune e
chissà quant'altro ancora, sempre attraverso la famiglia
imperiale dei Commodo ed in particolar modo con il
particolare interessamento di Marcia, riuscì a ritornare in
seno alla garande famiglia cristiana.
Dopo l'esilio in terra di Sardegna dove occupò il
presbiterio di San Giacinto approdò ad Anzio.
Da Anzio dove non aveva avuto alcun incarico particolare,
Callisto fu richiamato da Zefirino ed elevato agli onori
della gerarchia cristiana sino a farlo diventare il suo
vicario per i beni terreni.
Uno degli incarichi particolari fu quello di riorganizzare
le sepolture e quindi i cimiteri dei cristiani.
Il suo modo di intendere e volere la vita si scontrò ben
presto con un'altra caegoria di cristiani più ortodossi ed
intransigenti rispetto alle virtù teologali dell'epoca.
L' intransigenza ortodossa derivò dai comportamenti e dalle
idee teologiche di Ippolito, suo acerrimo rivale in quanto
non prescelto dal pontefice in carica ( Zefirino).
La spaccatura tra i due modi di intendere la cristianità si
manifestò all'elezione di Callisto quale sommo pontefice.
Ippolito divenne il primo antipapa.
Le due espressioni di intendere il cristianesimo si possono
riassumere in un tema ed una risposta.
La prima, di Tertulliano amico di Ippolito che nel suo "De
Pudicitia" recita: "...il pontefice massimo, il
vescovo dei vescovi, perdona gli adulteri ed i fornicatori:
E dove si affiggerà questo editto così liberale? Sulle porte
dei postriboli?..."
La seconda di Callisto: " NON E' IL PADRE CHE E' MORTO... ma
il figlio"
La diatriba tra i due contendenti non portò comunque nulla
di buono per le "donne e gli uomini di buona volontà ".
San Callisto morì martire a seguito di una sommossa
popolare, sotto l'impero di Eliogabalo e non fu sepolto
nella cripta dei papi, da lui stesso voluta ma, nell'
omonimo convento accanto a Santa Maria in Transtevere.
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