
STEFANO VII, romano (928-931)
Figlio del nobile romano
Teudemondo, fu introdotto nella vita eclesiastica non essendo
primogenito. Prima di essere eletto papa fu saltuariamente
cardinale della diocesi di Sant' Anastasia.
La sua elezione avvenne verso la fine di dicembre del 928 quando
Roma fu totalmente nelle mani di Marozia che nel frattempo aveva
sposato in seconde nozze Guido, marchese della Tuscia. Dunque un
altro fantoccio nelle mani di questa ormai potentissima donna,
le cui mire posavano adirittura gli occhi sullo stesso soglio
pontificio, non per sè come molti hanno creduto ma per il
proprio figlio Giovanni, già iniziato alla carriera eclesiastica.
I giudizi su Marozia si sprecano e scorrono tra i più
deprecabili a quelli più meditativi, forse in cuor suo amando
Roma l'unica sua vera aspirazione potrebbe essere stata quella
di far prendere coscienza alla cittadinanza romana delle proprie
capacità liberandola definitivamente dalle mire feudali di
chicchessia.
Stefano VII morì nel febbraio del 931 e fu sepolto nelle grotte
vaticane.
Gli arabi che già da tempo avevano conquistato Cordoba, tra il
IX ed il X secolo trasferirono gli insegnamenti e la dottrina da
oriente ad occidente, considerandola capitale d'occidente
dell'impero mussulmano, tanto da far scrivere agli storici
spagnoli .<< En cuanto a la ceca, resulta indudable que el
topónimo utilizado en todas las monedas omeyas de esta fase es
el del "Al-Andalus" (término que podía englobar cualquier
localidad de la península Ibérica); toda la organización
administrativa del estado queda establecida en Córdoba desde la
consecución del poder por Cabd al-Rahman I, y por tanto el
control y la fabricación de la moneda se lleva a cabo en esta
ciudad.>>
( per quanto riguarda la zecca, in questa fase, risulta
indubitalmente che il toponimo utilizzato in tutta la moneta
ommeyde fu "l' Andaluso" - termine che potrebbe includere
qualsiasi località della penisola iberica - tutta
l'organizzazione amministrativa fu concentrata in Cordova, dalla
quale ne conseguì il potere di battere moneta da parte del
governatore al Rahman I, pertanto il controllo ed il conio fu
prerogativa di questa sola città.
GIOVANNI XI, romano (931-935)
Probabilmente nato attorno al
906, Giovanni XI fu generato da Marozia, moglie e vedova di
Teofilatto nonchè moglie in seconde nozze del principe Guido dux
di Toscana, e dal pontefice Sergio III del quale era stata
amante.
Allevato come un principe non seguì alcuna carriera
ecclesiastica... ne si sà dove possa aver celebrato la sua prima
messa, Giovanni XI salì sul soglio pontificio tra febbraio e
marzo del 931. La sua figura non si potè comunque configurare
come quella di un pontefice, quanto piuttosto quella di un
vassallo a disposizione della propria stessa madre.
Marozia, rimasta ancora una volta vedova e privata dell' amante
più importante, si dedicò totalmente alla riconquista del potere
attraverso terze nozze con il re d'Italia Ugo di Arles re di
Provenza. A Giovanni XI fu imposta la celebrazione delle nozze
che avvenne in Castel Sant'angelo. Re ugo arrivò alle porte di
Roma con tutto il suo esercito ed accampò le truppe fuori della
cinta muraria.
Ma l' arroganza di Ugo, nei confronti di tutti, indispettì la
nobiltà romana che trovò cardine nel fratellastro del papa:
Alberico II, figlio di Marozia e di Guido di Toscana, anche
perchè quest'ultimo fu offeso, durante un ricevimento ante nozze
proprio dal futuro patrigno.
Le nozze furono comunque celebrate e Marozia stava solo
concludendo l'ultimo passo per l'incoronazione ad imperatrice
quando, Alberico II con una durissima arringa al popolo ed alla
nobiltà romana, contro la stessa propria madre e contro il neo
patrigno fece insorgere l'indignazione ed ingenerare la
sommossa.
Furono chiuse tutte le porte di accesso a Roma, l'esercito di
Ugo fu completamente tagliato fuori dalle vicissitudini interne
alla città.
Ugo riuscì a fuggire calandosi dalla torre Adriana, lasciando in
mano degli insorti sia la moglie che Giovanni XI e portandosi
appresso tutto l'esercito.
Alberico II fu nominato "princes atque omnium romanorum
senator". Marozia fu confinata in qualche sconosciuto convento,
mentre Giovanni XI fu fatto rinchiudere il Laterano. A Roma fu
stabilita una sorta di repubblica, sotto l'egida di Alberico II
il quale assunse a se tutto il potere temporale, lasciando ai
religiosi quello teologico.
Giovanni XI morì nel dicembre del 935 e fu, appunto, sepolto in
San Giovanni in Laterano.
A Venezia salì' il
"soglio" dogale Pietro Candiano II ( 932-939)
LEONE VII, romano (936-939)
E' inutile
nascondere che i tempi medievali non giovarono certo alla Chiesa
Romana ed Apostolica. Oltre al lerciume che si instaurò
prepotentemente presso i ranghi secolari della Chiesa, non di
meno le abbazie ed i cosidetti "ordini minori" ne furono scevri.
Leone VII di nascita romana e benedettino in ordine minore alla
secolarità della Chiesa fu eletto pontefice il 3 gennaio 936.
Ancora una volta il contrasto tra potere temporale e quello
religioso andarono in conflitto.
Nello stesso anno dell'elezione Leone VII (936), Roma subì un
primo assedio capitanato da Ugo principe di Toscana. Questo
assedio, per la fortuna di tutti, finì malamente a causa di
un'epidemia di peste che decimò quell'esercito.
E poi ancora altri assalti ancora sia da parte di Alberico, sia
da parte di Oddone di Cluny!
In tutto quel marasma comunque, Leode VII ottenne la protezione
di tutti nei confronti delle comunità monastiche.
Leone VII morì il 13 luglio del 939 e le sue spoglie furono
sepolte nelle catacombe di San Pietro.
Ibrahim al
-Muttaqui (940-944) signore di Bagdad si stava appena
affacciando sullo scenario mediorientale per continuare la
dinastia degli arabi abbassidi.
A Venezia il doge fu
Pietro II Candiano
STEFANO VIII, romano (939-942)
Egli
fu eletto pontefice il 14 luglio del 939, dopo aver
ricoperto la carica di cardinale nella basilica dei Santi
Silvestro e Martino ai Monti. Il suo pontificato fu
completamente oscurato dal regno di Alberico e dalla disputa
dei poteri lungo tutta la penisola italica e mal sopportò il
declino carolingio tant'è che minacciò più volte di
scomunica i nobili che non fossero grati a re Luigi IV d'
Oltremare.
Stefano VIII morì nell'ottobre del 942 e fu sepolto in San
Pietro.
MARINO II, romano (942-946)
Romano di nascita, prima della sua
elezione fu cardinale della piccola diocesi di San Ciriaco.
Egli salì il soglio pontificio il 30 ottobre 942 su
imposizione di Alberico, in contrasto con qualsiasi pretesa
extra italiana. Marino II fu un uomo pio e di grande
devozione cristiana ma completamente manovrato dal potere di
Alberico stesso. Il suo attaccamento religioso lo portò ad
interessarsi esclusivamente delle questioni legate alle
confraternite minori per le quali si spese dando loro
sostentamento, quali i benedettini di Motecassino e di
Fulda, nonchè alla congragazione di Cluny.
Marino II si spense tra la fine di aprile ed i primi giorni
di maggio del 942.
La dinastia degli abbassidi trovò continuità con Abd Allah
al Mustafki (944-946), mentre al Venezia salì il soglio
dogale Pietro III Candiano ( 942-959)

AGAPITO II,
romano (946-955)
Anch'egli romano di nascita,
Agapito II fu consacrato il 10 maggio 946, mentre si ignora
quale sia stata la sua diocesi di provenienza.
Egli regnò degnamente per dieci anni riuscendo a porre fine
al periodo di profonde umiliazioni inflitte ai pontefici e a
Roma, infatti i mutamenti europei ed italiani intervenuti
tra le case regnanti gli consentirono di far timidamente
riemergere la centralità della figura papale.
Alla morte di Ugo di Provenza la corona di re d'Italia passò
al figlio Lotario posto sotto tutela Berengario II, marchese
d'Ivrea il quale gli succedette alla sua "repentina" morte,
avvenuta nel 950, mentre la vedova Adelaide fu imprigionata
in un castello sul lago di Garda.
Adelaide, poco propensa alla prigionia ed intenzionata a
vendicare la morte del marito inviò una proferta di
matrimonio ad Ottone di Sassonia, re di Germania.
Nel 951 Ottone scese in Italia, sconfisse Berengario II ,
sposò Adelaide e cinse la corona di re d'Italia ed inviò
richiesta di essere consacrato imperatore ad Agapito.
Gli ambasciatori di Ottone furono però intercettati dalle
truppe di Alberico, il quale insediatosi ormai a Roma fece
porre un netto rifiuto.
Nel frattempo i confini della Sassonia furono invasi dagli
ungari ed Ottone fu costretto a rientrare in Germania.
il 3 agosto 954 morì Alberico II ed in dicembre lo seguì
Agapito, il quale fu sepolto in San Giovanni in Laterano.
A Bagdad si insediò Al Fadl al Muti (946-974) il quale nel
965 fondò la prima università di medicina.
GIOVANNI XII. Ottaviano, dei Tuscolo
(955-964)
Giovanni XII, nonostante gli
editti e le bolle di qualche secolo precedente a proposito
del cambio di nome, questo fu solo il secondo papa a
cambiare il proprio nome dopo la propria elezione. In
effetti egli non era altri che Ottaviano, nato intorno al
937, figlio di Alberico e probabilmente fratellastro di
Alberico II.
Piuttosto che un'educazione clericale ebbe una comune
introduzione al mondo della nobiltà dell'epoca. Verso i
diciotto o al massimo vent'anni assunse la carica di
princeps e senator di Roma, negli altri due anni successivi
e al preludio della massima carica cristiana percorse
rapidamente la carriera ecclesiastica essendo stato nominato
dal suo predecessore, Agapito: prima diacono poi prete ed
infine cardinale.
Ottaviano, dunque con il nome di Giovanni XII salì il soglio
pontificio il 16 dicembre del 955, riassumendo in se sia il
potere religioso che quello temporale.
Con il pontificato di Giovanni la cristianità raggiunse
probabilmente uno dei più bassi livelli morali. Seguendo
l'esempio del suo massimo esponente, la prostituzione sia
etero che omosessuale dilagò in tutti i ceti sociali. La
socialità e la solidarietà vennero dimenticate per lasciar
posto ai singoli appetiti individuali.
La leggenda vuole che il pontefice "ragazzo" si sia
comportato peggio di Calligola avendo nominato al senato un
proprio cavallo, regalato vasi sacri a prostitute di più o
meno alto lignaggio fino a proclamare vescovo un bambino di
dieci anni al quale fu particolarmente "affezionato".
Altrettanto scellerata fu la sua condotta politica, nel
tentativo di espandere il suo dominio come un qualsiasi
principe medievale, si scontrò contro armate ed uomini non
del tutto spaventati dal suo modo di agire.
La sua prima sconfitta avvenne presso Ravenna nel tentativo
di riconquistare l'Esarcato, per opera di Berengario e di
suo figlio Adalberto.
La grave sconfitta gli procurò il sentimento della vendetta,
pertanto al suo rientro a Roma si pose a capo della nobiltà
filo-germanica. Ottone, re di germania rientrato in Italia
si accampò col suo esercito presso i "prati neronei" il 31
gennaio 962 ed il 2 febbraio entrò in Roma per essere
incoronato imperatore la notte del 13 febbraio.
Dopo la partenza di Ottone, Giovanni XII cambiò nuovamente
bandiera ed anche se non apertamente riappoggiò gli
indipendentisti e quindi Berengario. Sin dalla primavera del
963, alcuni messi pontifici latori di missive antimperiali
furono intercettati da cavalieri imperiali. Ottone diresse
quindi, il proprio esercito verso San Leo di Montefeltro
(attualmente in provincia di Pesaro). Per contro, Giovanni
XII minacciò di scomunica l'imperatore a causa della sua
invasione.
Alcuni emissari filo- pontificali riuscirono a fuggire da
San Leo volgendo a sud con un manipolo di cavalieri, in
cerca di appoggi politici presso la nobiltà meridionale ma
anche presso gli stessi saraceni, e presso rappresentanti
dell'impero di Bisanzio, sempre presenti ancorchè in veste
di commercianti.
Ottone a questo punto diresse direttamente su Roma e si fece
vedere sulla riva destra del Tevere dove a fronteggiarlo vi
fu proprio Giovanni XII montato a cavallo con corazza, elmo
e cimiero dal colore delle insegne pontificie.
Dopo essersi posto in vista l'imperarotore ed il suo
esercito si ritirarono fino a scomparire, mentre la fazione
imperiale, all'interno alle mure aveva già stava spaccando
in due la città .
Il 2 novembre, 963 Ottone entrò in Roma con al seguito uno
stuolo di vescovi e cardinali del nord Italia per indire un
concilio, mentre Giovanni XII fuggì prima a Tivoli e poi in
Corsica con tutto il tesoro della Chiesa.
Il concilio produsse in effetti un atto di accusa
gravissimo, secondo la leggenda, ad egli furono imputati
moltissimi capi d' accusa oltre aver vilipeso il trattato
cosidetto del privilegium ottononianum : omicidio,
sacrilegio, falsità ed infamia per aver invocato zeus,
venere ed altri demoni, incesto ed omosessualità.
Giovanni XII, informato dell'esito del concilio, rispose con
una scomunica perentoria ed alquanto sbrigativa, senza
alcuna difesa per se e per lo scranno occupato.
Naturalmente Ottone ed il suo clero al seguito sconfessarono
la risposta di Giovanni XII ed il 6 dicembre 963 dopo averlo
deposto elessero Leone VIII.
Dal suo esilio l'ex pontefice riuscì comunque a fomentare
alcune rivolte in Roma, sempre finite con un bagno di
sangue, ma alla partenza di Ottone e del suo esercito
diretto a Camerino , la rivolta capitanata dallo stesso
Giovanni XII rientrato dall'esilio, costrinse il neo eletto
a trovare riparo presso Adalberto di Spoleto principe fidato
dell'imperatore.
Il 26 febbraio 964, alla sola presenza di 16 vescovi
Giovanni XII convocò un nuovo concilio al fine di far
dichiarare nullo il concilio precedente e dichiarare deposto
Leone VIII (11 vescovi su 16 avevano precedentemente
sottoscritto la deposizione dello stesso Giovanni XII e pena
la propria vita e quella dei propri famigliari furono
costretti a ritrattare).
Il reinsediamento di Giovanni XII provocò moltissimi lutti e
moltissime mutilazioni, prima che Ottone, dopo la
celebrazione della pasqua decidesse di muovere nuovamente
verso Roma dove però arrivò, solamente dopo la morte dello
stesso Giovanni XII.
La leggenda vuole che il suo decesso sia stato determinato
dal marito di una certa Stefanetta, il quale scoperta la
tresca in fragranza, non esitò a gettare Giovanni XII dalla
finestra, provocandone la morte.
Sempre la leggenda vuole che nonostante tutto il suo
antagonista e successore abbia disposto la sepoltura in San
Giovanni in Laterano.
LEONE VIII, romano
(963-965)
(non riconosciuto)
Di umili origini e semplicemente
laico, nacque a Roma sul clivius Argentarii, attuale salita
Marforio. In gioventù partecipò a diverse ambasciate per
conto dei suoi predecessori. Di animo mite e di profonda
fede cristiana riuscì sempre nei suoi intenti, più da
militare che da religioso.
Il suo nome apparve improvvisamente quale defensor fidei
durante il processo al suo predecessore Giovanni XII, voluto
da Ottone III e convocato a Roma il 6 novembre 963.
La sua carriera ecclesiastica , dopo aver raggiunto comunque
gli onori di protoscrinario ( una sorta di giudice
antesignano dell'inquisizione), fu accelerata in un
battibaleno ... dopo la sua elezione avvenuta il 4 dicembre
963, Leone VIII fu insignito di tutti gli ordini, dovuti
solo al suo ritiro in preghiera ed al : suddiacono, diacono,
prete, vescovo e cardinale di Ostia (5 dicembre), per poter
essere consacrato il 6 dicembre 963.
Ancora una volta l'imposizione imperiale sulla scelta papale
diede origine a tumulti e stragi di ogni genere.
La nobiltà ed il popolo di fazione antimperiale mosse contro
la sede di Castel Sant'Angelo per "disarcionare" il nuovo
papa ma fu fermata sul ponte di Transtevere dall' esercito
di Ottone III ed i massacri furono fermati solo grazie
all'intercessione dello stesso pontefice.
Dopo qualche giorno di calma Ottone diresse il suo esercito
verso Camerino, pensando di aver risolto la questione romana
ma, i tumulti ricominciarono soprattutto in virtù dei
massacri avvenuti il 3 gennaio 964.
Il pontefice fu costretto a quel punto a rimediare presso
Camerino, la sua signoria e quindi Ottone stesso.
La scomparsa di Giovanni XII, il mancato riconoscimento di
Leone VIII da parte della popolazione, un nuovo concilio che
proclamò papa Benedetto V, non fece altro che far finire nel
caos più totale il soglio di San Pietro.
L'esercito di Ottone III si spostò nuovamente e cinse
d'assedio Roma.
Il concilio del 23 giugno 964 sancì comunque una nuova
elezione, quella di Benedetto V.
Non è dato sapere come si risolsero fino in fondo e
veramente le questioni di quell'assedio ne come il liber
pontificalis ritenga ancor oggi di accreditare due
pontefici in sovrapposizione, perchè Leone VIII regnò in
vita così come Benedetto V.
Così come non è dato sapere dove sia stato sepolto il primo.
BENEDETTO V, romano (964-965)
Di origini
sconosciute, Benedetto fu eletto cardinale nel 961 sotto
l'egida di Giovanni XII. Persona estremamente erudita tanto
da quadagnarsi l'appellativo di "grammaticus". Il
suo fu certamente una dei più controvversi pontificati della
storia vaticana.
Ma per non perderci sarà utile fare un piccolo riepilogo
cronologico:
Giovanni XII eletto il 6/12/955, fu deposto il 6/12/963;
Leone VIII eletto il 6/12/963, fu deposto il 26/2/964;
14/5/964 morte di Giovanni XII;
22/5/964 elezione di Benedetto V;
23/6/964 deposizione di Benedetto V e reinsediamento di
Leone VIII;
1/3/965 morte di Leone VIII;
4/7/965 morte di Benedetto V;
1/10/965 incoronazione di Giovanni XIII (fino al 972)
La confusione fu come sempre ingenerata dalla suddivisione
tra potere temporale e religioso, mai per altro risolta. In
effetti l'elezione di Benedetto V rappresentò un "colpo di
mano" da parte della nobiltà romana nei confronti
dell'imperatore germanico, mentre l'imposizione di Leone
VIII rappresentò l'ingerenza politico-militare da parte
dell'impero.
Infatti il si può dire che già dal giorno dell'elezione di
Benedetto V, Roma fu posta sotto assedio e capitolò il 23
giugno. Fu subito convocato un concilio in Laterano.
Benedetto V apparve in veste di accusato dove l'unico
difensore fu miracolosamente proprio l'imperatore Ottone I,
mentre Leone VIII gli strappò il pallio (mantello con le
insegne) e gli spezzò la ferula ( bastone pastorale).
A Benedetto V fu contestato il reato di alto tradimento nei
confronti dell'impero e della Chiesa per essere stato eletto
pontefice quando ancora il suo predecessore era in vita,
diversamente da quanto disposto dal diritto canonico e dal
comandamento pontificale.
Ottone I° partì dall'Italia il 1° luglio 964 portandosi con
se il pontefice deposto che trovò ricovero presso il vescovo
Adaldago di Amburgo, dove trovò conforto e dove assunse
un'aurea di santità. Alla sua morte avvenuta il 4 luglio
965, le sue spoglie trovarono sepoltura nella cattedrale di
Amburgo stessa per essere successivamente traslate a San
Pietro nel 999 da Ottone III.
p.s.:Il suo nome finora presente in tutti gli annuari
vaticani , dal 2001 non figura più...
BENEDETTO VI, romano (973-974)
Figlio di Ildebrando di origine
germanica, Benedetto VI fu diacono e cardinale nella diocesi
di San Teodoro in Roma, egli fu consacrato papa il 19
gennaio 973, sicuramente su indicazione del volere
imperiale, ed ancora una volta i motti popolari non
tardarono a farsi sentire, quasi sull'onda di tutte le citta
repubbliche ormai in essere.
La rivolta si fece sentire in particolar modo subito dopo la
morte di Ottone I avvenuta il 7 maggio 973 e fu capitanata
da un certo Crescenzio (probabilmente un nobile con radicali
aderenze presso i capi popolo).
Benedetto VI fu catturato, imprigionato nel Castel Sant'
Angelo e deposto dagli stessi congiurati che elessero in sua
vece, nel giugno del 974, il diacono Francone figlio di tale
Ferruccio il quale assunse il nome di Bonifacio VII.
Nel luglio dello stesso anno Benedetto VI fu strangolato
nella cella del carcere e la leggenda volle che l'omicidio
sia stato consumato con le mani dello stesso suo usurpatore.
Non si conosce dove sia stato sepolto il pontefice ed anche
dell'antipapa non si ebbero più notizie perchè molto
probabilmente rifugiato a Costantinopoli assieme ai suoi
seguaci e congiurati.
Certo è che le altre repubbliche più o meno solide di
Venezia ebbero anch'esse la loro influenza nel determinare
le coscienze degli uomini:
Amalfi
Amalfi fu la più antica delle repubbliche marinare. Essa
aveva fatto parte del dominio bizantino, ma verso la metà
del secolo IX, quando, a causa dei continui attacchi dei
Musulmani, dovette provvedere con mezzi propri alla sua
difesa, ed acquistò piena autonomia politica.
A capo dello Stato era il Duca, eletto dai cittadini nel
pubblico parlamento o arengo.
Amalfi combatté ripetutamente contro i Musulmani. Si deve
ricordare al riguardo, la famosa vittoria di Osti (849),
quando una potente flotta di Musulmani, che minacciava Roma,
fu quasi distrutta. Nel complesso, tuttavia, Amalfi cercò di
vivere in pace con i turchi per i suoi traffici commerciali.
Aveva colonie fiorentissime a Costantinopoli, in Siria, in
Egitto, sulle coste dell'Africa, e poiché queste colonie
erano già in decadenza all'epoca delle Crociate, non poté,
come le altre repubbliche marinare, prendere parte attiva
alle stesse e trarne vantaggio.
Amalfi è inoltre famosa per le sue Tavole Amalfitane del
sec. XII, una specie di codice mercantile e marittimo, che
rimase in vigore per secoli in quasi tutto il Mediterraneo.
Tuttavia la potenza di Amalfi durò poco: oppressa dai
Normanni (1076), vinta e saccheggiata dalla rivale Pisa
(1135), cessò praticamente di esistere nei primi anni del
secolo XI.
Pisa
Pisa, posta alle foci del fiume Arno, che era allora
navigabile fin sotto le porte della città, aveva fatto parte
del Regno italico, e, più tardi, del marchesato di Toscana;
ma verso la fine del secolo X, quando dovette difendersi da
sola per le continue scorrerie dei Musulmani, divenne
completamente autonoma. A capo dello Stato erano i Consoli,
magistrati eletti dal popolo, con attribuzioni ancora poco
chiare.
A differenza di Amalfi, Pisa dovette combattere a lungo
contro i Musulmani, che, dalle vicine isole della Sardegna e
della Corsica, operavano frequenti scorrerie sulle coste del
Tirreno, e in questa lotta ebbe alleata Genova, anch'essa
minacciata nella sua sicurezza.
Genova
Anche Genova, come Pisa, aveva fatto parte del Regno
italico, sotto il governo dei marchesi Obertenghi; ma verso
la fine del secolo X acquistò autonomia politica.
A capo dello Stato fu dapprima il vescovo, poi i Consoli, ed
infine il Doge, eletto a vita (primo doge fu Simon
Boccanegra, 1339); ma il protagonista del governo fu sempre
la Compagna, una grande associazione di mercanti e di
marinai, che amministrava i beni del Comune e promuoveva
ogni genere di iniziativa. Genova si alleò con Pisa contro i
Musulmani, ma, entrata in conflitto con la sua ex-alleata,
rimase unica padrona del Tirreno e del Mediterraneo
occidentale.

BENEDETTO VII, romano (974-983)
Roma fu per lungo tempo luogo di
empiti religiosi, imperiali e tutti e due messi assieme.
Benedetto VII, vescovo di Sutri, salì il soglio pontificale
nell'ottobre del 974, dopo un'ulteriore "vacatio" nella
cattedra di San Pietro e solamente dopo la parentesi
dell'antipapa Bonifacio VII.
Infatti, le atttezioni imperiali si rivolsero dapprima verso
Maiolo di Cluny, ma il sant'uomo declinò in maniera molto
umile ogni invito, nel frattempo le solite fronde romane
tentarono di eleggere Bonifacio VII (considerato un antipapa
per il fatto che non ebbe mai il benestare imperiale) di
conseguenza Ottone II pur di mantenere la propria influenza
si risolse a far riconoscere pontefice appunto, Benedetto
VII.
Questo pontefice in odore di santità, molto probabilmente
ebbe radici negli ordini minori, la sua opera completamente
religiosa fu totalmente rivolta all'apostolato soprattutto
presso i popoli slavi. Concesse privilegi ai vescovi di
Magonza e Treviri e non ultimo egli fondò la diocesi di
Praga con influenza sulle regioni di Boemia e Moravia.
Altro fatto eclattante di questo pontefice fu il primo
pronunciamento contro la "simonia" , di conseguenza contro
la vendita di immagini sacre o lasciti a favore di presuli,
preti o cardinali in nome della salvagurdia della propria
anima, con il conseguente guadagno della vita eterna in
"paradiso" ( concilio di Benevento del 981).
La quasi serenità raggiunta tra potere temporale e religioso
fece propendere Ottone II verso la contrapposizione alla
conquista saracena nel meridione d'Italia, piuttosto che
l'occupazione di Roma e così fu ma, la cocente sconfitta di
"punta Stilo" fece riconsiderare la propria vita e quella
del dominio italico.
Ottone II ritiratosi prima nei pressi di Roma e poi fino a
Verona chiese al pontefice l'incoronazione del proprio
primogenito Ottone III a re di Germania ed Italia, cosa che
avenne nel giugno del 983 nella stessa città di Verona.
Dopodichè riorganizzate le forze militari l' imperatore
ripartì verso il meridione d' Italia ma ancora una volta fu
costretto a fermarsi a Roma perchè il 10 luglio 983,
Benedetto VII rese la propria anima a Dio e le sue spoglie
deposte in Santa Croce di Gerusalemme in Roma.
GIOVANNI XIV, Pietro, di Pavia
(983-984)
Giovanni
XIV, ovvero Pietro Canepova di Pavia. Cardinale di Sabinia
che esercitò la sua influenza sulle terre di Fornovo, Curi e
Mentana (ovvero dall'Emilia-Romagna alla Padania così come
ancor oggi è concepita... al di là , verso est , ci si
poteva imbattere solo in paludi , dopo Mantova).
Giovanni XIV fu eletto pontefice attorno il novembre 983 per
volere dell imperatore Ottone II ma, dopo la morte di
quest'ultimo avvenuta il 7 dicembre dello stesso anno, tutto
fu nuovamente rimesso in discussione.
Il popolo romano capitanato dalla stessa nobiltà acclamò
quale pontefice l'antipapa BONIFACIO VII . La successione
germanica non favorì certo il pontefice neo eletto che
rimasto in balia di sè stesso fu presto preda della fazione
bizantina. Il pontefice fu dapprima incarcerato in Caste
Sant'angelo ad opera soprattutto della nobile famiglia
romana "dei Crescenzi" e successivamente avvelenato.
Non si hanno notizie della sua sepoltura.
Nel mentre si sa che il suo antagonista, dopo persecuzioni
ed azioni alquanto violente fu a sua volta eliminato, nell'
agosto 985, dalla stessa famiglia "de Crescenzi". Il
cadavere dell'antipapa fu martoriato e trascinato per le
strade di Roma per essere gettato infine ai piedi della
statua equestre di Marc'Aurelio. Bonifacio VIII fu comunque
sepolto in San Pietro.
GIOVANNI XV,
Romano (985-996)
Romano di
nascita del quartiere soprannominato "gàllina alba" , figlio
del prete Leone di famiglia "Crescenzi", egli stesso fu
avviato alla vita ecclesiasistica fin da giovane.
La sua consacrazione a pontefice avvenne nell' agosto del
985, quando le antinomie romane erano ancora tutte in
essere.
I suoi inizi episcopali e temporali ebbero gran fondamento
su indubbie caratteristiche politiche. Sin da subito il
lascito, di Ottone II trovò riscontro in Teofane, moglie
dello stesso imperatore e madre di Ottone III di appena tre
anni.
Teofane con il proprio figlio si mise in viaggio verso
l'Italia nel 989, in conseguenza al fatto che negli anni
successivi all'incoronazione, Giovanni XV mostrò segni di
insofferenza sia verso il senato ed il popolo romano, sia
nei confronti del potere temporale vero e proprio.
Le gesta di Teofane ebbero una grande eco all'interno dei
confini italici e papali perché, seppur in veste
sottomissoria, ella riuscì a conservare il titolo di
imperatore al proprio figlio in cambio del titolo di
patricius confermato al pontefice.
Teofane lasciò Roma subito dopo aver celebrato il suffragio
di suo marito ( Ottone II), la notte di natale dello stesso
anno non senza, quindi aver tutelato gli interessi
imperiali.
Lo scambio di favori però, consentì al papa di continuare
nella sua linea di condotta nepotistica favorendo famigliari
e parenti di adire le più alte cariche dello Stato.
La cosa scandalizzò tutto il mondo cristiano di allora,
tanto da sollevare le ire di Arnolfo, vescovo di Orléans il
quale, durante la convocazione episcopale di Reims del 991
si lasciò andare ad una lunghissima filippica contro lo
stato dei fatti papali e romani che inizio con queste
parole: << Oh tu Roma degna di essere compianta, tu nel
silenzio portasti ai nostri maggiori la luce dei Padri della
Chiesa, ma il nostro presente è stato da te oscurato con
tenebre così orribili che in futuro non se ne potrà smarrir
riccordo...>>
In conseguenza ai tumulti dovuti a quanto instaurato da egli
stesso, Giovanni XV fu costretto ad abbandonare Roma e
ritirarsi in Tuscia, presso il marchese Ugo da dove invitò
il giovane Ottone III a ripresentarsi in Italia per l'
incoronazione imperiale.
Teofila, partita da Ratisbona ( attuale Regensburg- nella
Baviera centrale) ridiscese la Germania, l' Austria e l'
Italia recando con se il proprio figlio, accompagnata da un
invincibile esercito.
Di fronte a quel dispiegar di forze i romani si affrettarono
a richiamare in sede il pontefice che già stava assoporando
la vendetta nei confronti di coloro i quali l'avevano
praticamente esiliato ma, prima che tutto ciò accadesse
Giovanni XV spirò.
Accadde nel marzo del 996 e fu sepolto in San Pietro... con
un beffardo epitaffio: << dottore della Chiesa ... senza
timore, lucro o favore alcuno>>
In oriente, ancora a Bagdad , il califfato fu di dominio di
ABD AL KARIM AL-TAI (974-991) e di AHMAD AL-QADIR (991-1031)
?... 130 anni...!? mentre a Venezia occupò il soglio dogale
Pietro Orseolo II
(BONIFACIO
VII, romano (985 -
(Antipapa)
(L'annuario
ufficiale della serie papale così come impostata nel
calendario 2000, a seguito di revisione dello stesso
almanacco, Bonifacio non vi figura più)
GREGORIO V,
sassone (996-999)
Nato in
Sassonia , figlio di Ottone duca di Carinzia (attuale
provincia austriaca) e marchese di Verona .
La Sassonia é una regione pianora molto vasta della
Germania, compresa tra il corso inferiore del fiume Elba e
quello medio-inferiore del fiume Reno
Egli fu cugino di primo grado dello stesso Ottone III, e
battezzato con il nome di Brunone e nominato papa ,
quand'era ancora un giovane sacerdote, dallo stesso stesso
Ottone III (ancora in soggezione alla madre Teofila),
all'età di soli 24.
La consacrazione avvenne il 3 maggio 996, accompagnato dal
vescovo di Worms e dall' arcivescovo di Magonza ( ambedue
città teutoniche della Renania-Palatinato) e da gran parte
dell'esercito germanico, guidate dalla stessa Teofila in
vece di suo figlio Ottone III.
Il primo atto di Gregorio V fu quello di convocare un
concilio, con il pricipuo scopo di vendicare l' impero in
conseguenza alla cacciata del suo predecessore, ovvero una
sorta di tribunale dell'"inquisizione... ante litteram", ma
la nobiltà romana seppe difendersi bene argomentando le
proprie decisioni e scelte, tant'è che nessuno fu
condannato, anzi furono applicati dei veri e propri atti di
clemenza, sia per volontà imperiale che dello stesso
pontefice.
Ma nonostante la clemenza papale ed imperiale, la nobiltà
romana si organizzò per una congiura subito dopo la partenza
dell'esercito germanico ed il suo imperatore.
La rivolta fu capitanata da Giovanni Crescenzio e scoppiò il
29 settembre dello stesso anno che accusò apertamente il
pontefice di corruzione e di dispotismo.
Gregorio V fu costretto alla fuga trovando rifugio a Pavia,
dove convocò un concilio (997) prefiggendosi lo scopo di
rafforzare la struttura clericale tedesca in antitesi con
quella romana.
Il concilio di Pavia decretò comunque la scomunica di
Giovanni Crescenzio e la riaffermazione delle decisioni "
decretali isidoriane e pseudosidoriane " (da santo Isidoro
di Siviglia- 560-636 - ... dottore della Chiesa ... autore
di opere eccelse tra le quali spicca un' opera enciclopedica
definita Etymologiae il quale tratta l'argomento d'interesse
al libro VI, VII e VIII della stessa opera).
Nel frattempo Giovanni Crescenzio si fece nominare
patricius dalla propria fazione e insediatosi a Castel
Sant'Angelo ne rafforzò le fortificazioni, facendo eleggere
, nel contempo, l'antipapa Giovanni XVI (calabrese di
nascita e battezzato Giovanni dellafamiglia Filagato) già
vescovo di Piacenza ed ex favorito di Teofane, correva l
'aprile del 997.
L'esercito di Ottone III, per lavare il " sacrilegio" si
presentò a Roma nel febbraio del 998 e trovò la città
completamente abbandonata, con le porte aperte e con solo
Castel Sant'Angelo disposto a dar battaglia.
Scovato nelle campagne laziali, a Giovanni XVI, furono
mozzati naso lingua, orecchie e strappati gli occhi.
Con il viso così deturpato, avvolto nei panni pontifici fu
montato a rovescio sul dorso di un asino e portato in giro
per la città, quindi il corpo fu amputato delle membra ed
infine avvolto in una pelle di vacca fu posto alla gogna
finchè morte non sopravvenne.
Giovanni Crescenzio fu catturato dal marchese Eckaard di
Maissen all'interno della fortezza espugnata il 29 aprile
998, fu decapitato su di un merlo dello stesso castello ed
il suo corpo gettato dalle mura per poi essere appeso ad una
sorta di forca.
Fallito il tentativo di spostare ancora una volta le
alleanze verso Costantinopoli ed il suo patriarca, la
popolazione subì ritorsioni di ogni tipo, tanto da far
pensare che la morte di Gregorio V avvenuta all'età di soli
27 anni, non sia stato un caso fortuito.
Gregorio V morì il 18 febbraio del 999 e fu sepolto in San
Pietro.
Il califfato di Bagdad era più che mai nelle mani di Ahmad
al-Qadir
conio ispanico
Genova
Nel 958 il re Berengario II° riconobbe ufficialmente
l'autonomia e l'indipendenza di Genova che nel 970 organizzò
la spedizione punitiva contro la base dei saraceni che era a
Frassineto (l'attuale golfo di Saint Tropez). Essi vennero
distrutti e venne dato a Genova una specie di "mandato
internazionale" affinché con la sua flotta funzionasse da
"polizia marittima". Intanto il potere vescovile subentra a
quello imperiale e sarà promotore della nascita delle "Compagne",
libere associazioni di cittadini di tutti i ceti sociali per
scopi commerciali e difesa militare. Le "Compagne"
dei vari rioni costituiscono poi la "Compagna Comunis"
che diventerà poi "il Comune" di Genova e poi
successivamente la Repubblica di Genova.
A Venezia da 991 al 1009 vi fu saldamente in sella Pietro
Orseolo II
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