
URBANO I,
romano (222-230)
Anche in questo caso
le notizie non sono abbondanti. Secondo il Liber Pontificalis
, sarebbe nato a Roma durante l'impero di Diocleziano, mentre la
sua elezione sarebbe avvenuta sotto l'impero di Alessandro
Severo.
Dopo i tumulti anticristiani ai quali non sopravvisse il suo
predecessore, il suo pontificato fu relativamente tranquillo. La
famiglia imperiale stessa, attraverso la volontà di Giulia Mamea,
madre dell'imperatore, accolse assieme ai riti pagani anche
quelli cristiani. Urbano venne particolarmente ricordato per la
sua tenacia nel rivendicare le proprietà appartenenti alla
chiesa, in particolar modo una causa civile contro
un'associazione di ostie quindi il "DIO BACCO" a proposito della
prprietà di un edificio adibito al culto cristiano. Urbano fu
fatto assassinare dal prefetto Almenio il 19 maggio 230 (?), le
sue spoglie furono sepolte nel cimitero di San Callisto
(Cappella o Cripta Pontificia). Nel 862 papa Nicolò I inviò
parte delle reliquie a Carlo il Calvo in quel di Auxerre dove fu
venerato quale protettore dei viticultori.
PONZIANO,
romano (230-235)
Nato a Roma, fu il
primo papa ad avere una data certa del suo insediamento: il 21
luglio 230.
Dopo alcuni periodi di tolleranza, "Massimo il Trace"
divenne invece uno dei più acerrimi nemici del cristianesimo ed
assassinato Alessandro Severo proseguì nelle epurazioni.
Ad un certo punto Ponziano, vecchio e stanco preferì "abdicare"
a favore di nuove energie e lasciare la Chiesa di Roma ,
piuttosto che farla sopprimere.
Morì in esilio in Sardegna ( nda: deportato) , probabilmente per
le sofferenze inflittegli. Le sue spoglie furono successivamente
tumulate nella cripta papale di San Callisto in Roma da papa
Fabiano.
ANTERO,
romano ( 235-236)
Sostituì Ponziano per
un brevissimo lasso di tempo, forse pochi mesi. Di origini
greche, poco dopo la sua elezione al soglio pontificio fu messo
a morte il 3 gennaio 236 (?) su ordine dell' imperatore "Massimo
il Trace".
La storia vuole che le sue spoglie siano state scoperte nel
1854, dove riposavano nel cimitero di San Callisto.
Una riflessione brasiliana:
"Santo Antero dedicou-se a colecionar e catalogar as atas dos
mártires e, certamente, isto contribuiu para que muitas das
preciosas histórias não se perdessem no tempo. Verdadeiros
exemplos e forças motrizes que revigoram a fé, o exemplo dos
mártires nos confirma que a terra é com razão chamada um vale de
lágrimas. Lágrimas umedecem os olhos não só do crente, mas
também do infiel. Para todos a vida é uma luta, ou na linguagem
de Jó "uma guerra". Para os infiéis, que tem os olhos voltados
para a terra, mesmo que materialmente vitoriosa, esta guerra é
quase sempre a perdição, a derrota; para os outros, esta guerra,
sobretudo com as baixas causadas pelo martírio, a vitória, a
salvação eterna. Santo Antero preservou o ensinamento destes
Santos mártires que, pelo seu exemplo, nos indicam a postura a
tomar na batalha: Olhos fixos para o alto, onde os espinhos, as
quedas e as baixas, muitas vezes são necessariamente,
inevitáveis".
FABIANO,
romano (236-250)
Festa il 20 gennaio.
La leggenda vuole che una colomba bianca si sia posata sul capo
di un pio agricoltore, mentre sul far della sera stava
rientrando dalla campagna., come racconta Eusebio. (nda: Eusebio
scrittore cristiano, nato nel 265 circa e considerato il
fondatore della storia e della cultura cristiana scritta).
Il 10 gennaio 236 Fabiano fu eletto papa. A Fabiano si deve una
rivoluzione gerarchica della chiesa ad evoluzione piramidale,
ovvero stabilì una filtrazione delle varie problematiche che, da
allora in poi, sarebbero passate attraverso "ministri"
assegnati allo scopo, scelti tra i sacerdoti del clero che ne
avessero più titolo e merito. Fu così che nacquero i "cardinali"
(incardinati: ossia coloro i quali ne avevano titulus per essere
tali).
Dopo l'elezione al soglio pontificio, durante l'impero di
Filippo l'Arabo (244-249), Fabiano riuscì a riportare i
cristiani sotto venti meno tumultuosi dal punto di vista delle
persecuzioni, nel mentre dilagò la corruzione e la neo
dissolutezza dei costumi. Con Decio imperatore (249-251) le cose
cambiarono nuovamente e le persecuzioni si fecero nuovamente
sentire in maniera estramamente pesante. Decio infatti, proclamò
l'editto del libellus per il quale, ogni famiglia avrebbe
dovuto "sacrificare" a favore delle "divinità pagane"
in cambio di un certificato che attestava la propria
appartenenza a Roma. I cristiani insorsero , molti si resero
lapsi (nda: da lapsus= errore; e quindi si
riconvertirono al paganesimo), altri fuggirono, altri ancora
scelsero la strada del martirio. Le persecuzioni si diramorono
velocemente, come sempre, in tutto l'impero: ...da Roma ad
Antiochia... da Antiochia a Cartagine . San Fabiano fu messo a
morte il 20 gennaio del 250 e sepolto nella cripta di San
Callisto.
CORNELIO,
romano (251-253)
Nato a Roma da gens
romana. Le persecuzioni violentissime di Decio impedirono
l'immediata successione al soglio di Pietro, pertanto ci fu più
di un anno di vacatio.
La chiesa cristiana fu quasi allo sbando e governata quasi
esclusivamente da presbiteri e diaconi ( nda:
presbitero = prete, probabilmente vescovo dell'antichità;
diacono = colui che può impartire tutti i sacramenti ma, non
può svolgere le funzioni eucaristiche della messa)
Cornelio fu eletto pontefice sotto una gragnuola di colpi
inferti al cristianesimo sia dall'esterno che dall'interno della
chiesa. I primi dovuti al clima persecutorio di Decio
imperatore, i secondi da San Cipriano (vescovo di Cartagine) e
da Novaziano (autoproclamatosi papa).
Nel 252 Cornelio fu esiliato dal nuovo imperatore Treboniasno
Gallo.
Morì di morte naturale e le sue spoglie furono trasportate nel
cimitero di San Callisto solo successivamente, dalla matrona
Lucina.

LUCIO I,
romano (253-254)
Assurse al soglio
pontificale il 25 giugno del 253, pochi giorni dopo la morte
del suo predecessore Cornelio.
Non è dato sapere come ma nostante il suo brevissimo
pontificato riuscì ad emanare il decreto per il quale: ...
ogni presbitero doveva essere accompagnato da due preti e
tre diaconi... a testimonianza del comportamento di tutti.
Il suo papato, dopo la morte dell'imperatore Treboniano
Gallo e l' evento di Valeriano, fu da considerarsi
abbastanza tranquillo sul fronte delle persecuzioni.
Dopo un breve esilio a Lucio fu concesso di ritornare a
Roma. Morì di morte naturale e fu sepolto nella cripta di
san Callisto o forse di santa Cecilia. Dapprima dichiarato
santo per il suo martirio, Lucio fu successivamente
cancellato dal Calendario Universale della Chiesa.
STEFANO
I,
romano (254-257)
Appartenente ad
una nobilte famiglia romana da tempo convertita al
cristianesimo, preposto ad una delle sette diaconie create
da papa Fabiano, fu eletto il 12 maggio, presso il cimitero
di San Callisto, da presuli e diaconi che ne "avevano
titolo", in rappresentanza di tutti i fedeli. Il suo
papato, nei primi due anni trascorse relativamente
tranquillo dal punto di vista dei rapporti stato-chiesa. Non
fu così durante l'ultimo anno quando l'imperatore Valeriano,
sobillato da un suo famigliare, si convinse che i cristianI
stavano tentando di accapparrarsi beni dell'impero. Il
senato emanò un editto imperiale di persecuzione contro
tutte le gerarchie eclesiastiche imponendo alla cittadinanza
di riconoscere tutte le divinità pagane e di poter
eventualmente esercitare anche il culto cristiano solo in
privato. Mentre sul fronte interno, Stefano si dovette
scontrare sul terreno del diritto canonico, a proposito di
un nuovo battesimo per coloro i quali a seguito di adesioni
a dottrine diverse o a "eresie", fossero stati messi
al bando dalle comunità cristiane aderenti alla dottrina di
Roma.
Mentre Stefano e la chiesa romana asserivano la benevolenza
di Cristo, il vescovo Cipriano di Cartagine asseriva
esattamente l'opposto. Il papa morì il 2 agosto del 257
mentre stava officiando la messa, decapitato dai pretoriani
dell'imperatore. Le spoglie furono dapprima sepolte nella
cripta dei papi del cimitero di San Callisto, nel 761
traslate a San Sivestro in Capite ed infine, nel 1682,
definitivamente deposte presso la chiesa dei cavalieri
Stefanini in Pisa, non senza che molte reliqui siano andate
in molte altre chiese. Festeggiato il 26 dicembre come
protomartire.
SISTO II,
greco (257-258)
Nato in Grecia, fu
definito dal biografo Cipriano " un buon sacerdote amante
della pace", nonostante le persecuzioni dell'imperatore
Valeriano continuassero ad imperversare. Fu eletto il 30
agosto 257. Nel 258 Valeriano, attraverso un editto, obbligò
i cristiani ad abiurare la propria religione pena la
confisca dei beni e la pena capitale mediante decapitazione.
Sisto II fu sorpreso mentre stava celebrando il rito della
Santa Messa, il 6 agosto dello stesso anno. Trascinato in
giudizio fu condannato al supplizio. La condanna fu eseguita
il 10 agosto, seduto sulla sedia definita "soglio
pontificio".
La sedia fu poi sistemata, in memoria, nella sepoltura della
cripta papale di san Callisto. Ma oltre alla persecuzione
imperiale Sisto II dovette combattere contro un'ulteriore
recrudescenza dell' eresia monarchianistica : quella di "Sabellio",
già scomunicato da papa Callisto.
DIONIGI
(DIONISIO), ignota (259-268)
Le origini di
questo papa non sono affatto certe, il libro pontificalis
lo accredita nel periodo in epigrafe, mentre altre fonti lo
insediano dal 261 al 272. Semplice prete di origini
sconosciute per la prima tesi, di nobile famiglia
proveniente dalla "Magna Grecia", per la seconda.
Sicuramente però vi fu una "vacatio" sulla cattedra
di Pietro. Con la morte di Valeriano (260), nella guerra
contro la Persia di re Sàpore, il figlio Gallieno, suo
successore si dimostrò di idee diverse, nei confronti della
cristianità. Tutti gli editti contro i cristiani furono
aboliti, probabilmente per il contributo militare nei
confronti della Persia.
Se da un lato, Dionisio, riuscì a rimediare nei rapporti con
lo Stato. Così non si può dire sul fronte interno e le
continue lotte contro le eresie antievangeliche, per le
quali rimase un convinto oppositore. La più importante
eresia con la quale si dovette confrontare fu quella del
vescovo di Antiochia : Paolo di Samosata, per la quale fu
messa in discussione la SACRA TRINITA'. L' "apostata"
sosteneva infatti l'idea di un " Cristo divenuto DIO
progressivamente e per adozione". Contro Paolo Samosata
si mosse, due anni dopo, l'impero di Roma con l'imperatore
Aureliano che sconfisse la regina Zenobia ed il clero di
Antiochia (nda: non è dato sapere i motivi che indussero ad
appoggiare i cristiani di Roma... ma possono ben essere
intuiti!).
Dionisio morì il 26 dicembre 268, dopo tre concili tesi ad
esautorare il vescovo antagonista. Fu sepolto nella cripta
del cimitero di San Callisto. San Dionisio viene festeggiato
in concomitanza con Santo Stefano il 26 dicembre.
FELICE I,
romano (269-274)
Probabilmente di
origine romana, salì il soglio il 5 gennaio 269, durante
l'impero di Aureliano.
Di questo pontefice non si conosce quasi nulla. Gli venne
attribuita una lettera inviata a Massimo, vescovo di
Alessandria per puntualizzare il dogma della Santissima
Trinità, contro l'eresia di Paolo Samosate condannato con il
concilio di Antiochia e ripresa durante il concilio di Efeso
del 431: "...Crediamo che nostro Signore Gesù Cristo nato
da Maria sia il VERBO, Figlio eterno di Dio e, non uomo
diverso da Dio elevato da Dio stesso a questo onore. Il
Figlio di Dio non ha scelto un uomo per l'incarnazione, non
vi sono due persone in Cristo. Il Verbo, Dio perfetto si è
incarnato nel seno di Maria e si è fatto uomo".
Felice morì il 30 dicembre del 274 e fu sepolto, secondo San
Cirillo, nello stesso cimitero da egli stesso voluto.

EUTICHIANO,
di Luni (275-283)
Nei primi anni del
cristianesimo le notizie tramandate furono abbastanza
confuse così come nel caso di Eutichiano. Secondo il
Liber Pontificalis (citato da Rendina) sarebbe nato
nell' antico centro etrusco di Luni, situato sulla via
Aurelia (attuale cittadina in provincia di La Spezia con
sbocco nell'omonimo golfo).
Eletto il 4 gennaio 275 quand'era imperatore Aureliano,
trascorse il suo pontificato sotto Probo e morì il 7
dicembre 283 sotto l'impero di Diocleziano. Le sue spoglie
furono deposte nel cimitero di San Callisto e nel 1659
traslate nella cattedrale gotica di Sarzana, ove vi fu
eretta una statua marmorea. Non sembra sia più iscritto nel
calendario universale dei santi, così come non venne
tramandato il suo martirio.
CAIO,
dalmato (283-296)
La leggenda vuole
che Caio fosse nato nell' antica città dalmata di Salona (nda:
attuale Solin a circa 5 km, NE di Spalato), da nobile
famiglia romana imparentata con l'imperatore Diocleziano.
Fu consacrato papa il 17 dicembre 283. Comunque, durante il
suo pontificato le repressioni anticristiane furono di gran
lunga attenuate. Vi furono concessioni per la costruzione di
nuove chiese e l'ampliamento dei cimiteri.
Nel contempo sul "fronte interno" si moltiplicarono le
eresie. L'ultima in ordine cronologico fu quella di "Mitra"
( nda: eresia di tipo manicheistico, di provenienza
asiatica, per la quale Dio assumeva in se la
contrapposizione celeste della luce e delle tenebre).
Morì il 22 aprile del 296. Contrastata è la sua
santificazione ed il suo martirio, anche per il fatto che
Diocleziano scatenò le persecuzioni solo nel 303.
Le sue spoglie furono deposte prima nel cimitero di San
Callisto, nel 1631 in quella che fu la sua casa in Roma e
trasformata in chiesa. Nel 1880, quando la chiesa fu
demolita per costruirvi il "Ministero della Guerra" di via
XX settembre, le reliquie furono traslate nella cappella
della famiglia Barberini.
MARCELLINO,
romano (296-304)
Nato a Roma,
figlio di "Proietto". Nella liturgia cattolica fu
sempre ricordato come una persona molto devota, pia e casta.
La figura di Marcellino fu ampiamente lodata da sant'
Agostino, anche se cronologicamente molto postuma.(nda:
questo però sta a significare una continua tramandazione
degli atti, delle tradizioni di culto e soprattutto della
continuità sia di fede che del potere temporale intrinseco
al movimento cristiano.) Sempre secondo la tradizione,
Marcellino fu incoronato "rex cristianorum" e vescovo
di Roma il 30 giugno 296.
Gli inizi del suo pontificato furono gratificati dalla "pax"
instaurata con l'imperatore dal suo predecessore Caio.
Marcellino potè dedicarsi alla comunità nella sua interezza
avendo soprattutto cura delle famiglie più bisognose.
Indirizzò l'ecumenismo ed il proselitismo cristiano verso
quegli approdi dettati dalla fede. Nel mentre la questione
politica imperiale stava assumendo una connotazione diversa
dal punto di vista politico.
Diocleziano materialmente impossibilitato a governare
l'impero per come era stato conquistato, Attraverso il
senato fu stabilita una "tretrarchia" per la quale,
gli aggravi di governo furono suddivisi in tre diverse
funzioni di governo. Diocleziano a capo dell'impero
d'oriente, Galerio governatore di Roma e Massimiano
governatore dell' impero nord occidentale. Fu il tetrarca
Galerio, anticristiano per antonomasia, ad iniziare la
cosidetta "nona persecuzione" anticristiana, con la
scusa dell'invadenza cristiana sulle terre imperiali. Dopo
l'incontro a Nicomedia (nda: cittadina situata nel mar di
Marmara, nella ex provincia romana di Bitinia- odierna Izmit),
Galerio riuscì a convincere Diocleziano a ritornare al
paganesimo e perseguire tutti i dissidenti. Il 23 febbraio
303 fu incendiata la chiesa di Nicomedia. I cristiani, in
risposta incendiarono il palazzo imperiale ed in conseguenza
il pugno di ferro. Le milizie romane distrussero quasi
tutto. I beni confiscati e migliaia di persone furono
condannate a morte. Fu addirittura massacrata l' intera "legione
tebea", formata esclusivamente da cristiani. ( nda: si
pensi che all'epoca non vi erano miliardi di individui, ma
solo poche centinaia di migliaia, nel mondo conosciuto).
Marcellino fu decapitato per ordine dello stesso imperatore
Diocleziano, il 25 ottobre 304 e le sue spoglie deposte nel
cimitero di Priscilla.
MARCELLO I,
romano (308-309)
Dopo quattro anni
di "vacatio " al soglio pontifificio fu consacrato Marcello
I. Le persecuzioni anticristiane e le diaspore furono tante
e tali da non consentire un comune intento di volere una
unica figura "super partes ". Marcello fu eletto il 27
maggio del 308, quando imperava Massenzio e dallo stesso
fatto uccidere il 16 gennaio del 309. La persecuzione
anticristiana si stava però esaurendo.(nda: probabilmnente
la morte di Marcello non fu dovuta tanto
all'anticristianesimo imperiale, quanto a diatribe interne
al cristianesimo stesso). La salma fu deposta nel cimitero
di Priscilla. Santificato, Marcello I protomartire viene
ancor oggi festeggiato il 16 di gennaio.
EUSEBIO,
greco (309-309)
Dopo la morte di
Marcello fu eletto al soglio pontificio Eusebio di famiglia
greca.
Probabilmente uno dei papati più brevi nella storia dei
pontefici: dal 18 aprile al 17 agosto dello stesso anno. Le
persecuzioni di Massenzio non diedero tregua ai cristiani e
..."le vite umane caddero come spighe di grano sotto la
falce..." Nonostante le persecuzioni "statali"
però, i cristiani non si specchiarono in una loro chiara
identità. Ancora molte furono le polemiche eretiche ed i
tumulti di piazza che alimentarono le repressioni di
Massenzio.
Eusebio, quale rappresentante del "disordine pubblico"
fu immediatamente esiliato in Sicilia, dove morì.
Successivamente le spoglie furono traslate nel cimitero di
San Callisto... ma non sembra siano state deposte nella
cripta papale. (nda: probabilmente disperse).
Sant' Eusebio papa viene festeggiato il 26 settembre.

Melchiade
(Milziade) Iberico (311-314)
Prete di
famiglia iberica (nda: proveniente quindi dalla penisola
Iberica, attuale Spagna o Portogallo), fu eletto vescovo
di Roma il 2 luglio 311, due anni dopo la morte del suo
predecessore Eusebio.
L'occasione non fu fortuita ma determinata dalle mutate
circostanze politiche.
Infatti...l'impero romano tetrarca, ormai purtroppo,
diviso in due tronconi si stava dissolvendo.
Da una parte l' impero orientale con Galerio e Massimino
Daia, dall'altra, l'impero d' occidente con Massenzio e
Costantino.
Lasciato da una parte l'impero d'oriente, la storia
vuole che Costantino sotto i labari dello "Acheropoyetos"
(nda: Acheropita = dipinto senza l'intervento
delle mani dell' uomo "ovvero la stessa figura che si
ritrova impressa sul lenzuolo della "Sacra Sindone"
, ovvero le insegne della croce e del volto di Cristo),
abbia sconfitto a Ponte Milvio ( 28 ottobre 312) le
legioni anticristiane di Massenzio.
Da qui in poi
la storia dei cristiani avrà sviluppi completamente
diversi.
Non sarà papa Melchiade a passare alla storia ma,
l'imperatore COSTANTINO il quale riuscì a radunare, in
qualche maniera, le torme di cristiani ormai mal
disposti a sopportare le oppressioni e le angherie.
Sotto le insegne " IN HOC SIGNUS VINCIT" i cristiani
vinsero contro il resto di quel che ormai rappresentava
lo sfacelo imperiale tetrarchico.
Ad onor del vero, Costantino, diversamente da quanto si
vuol credere... non fu un fervido cristiano ma, più
semplicemete un opportunista che riuscì ad utilizzae in
maniera molto pragmatica un movimento popolare in
continua crescita: Un movimento, senza molte pretese dal
punto di vista politico, che si accontentava dei
benefici derivati da lasciti o prebende e che, almeno in
apparenza rivendicava semplicemente la libertà di culto
religioso.
Costantino, completamente preso dall'ingranaggio
cristiano, non riuscirà mai più ad uscirne e papa
Melchiade opportunista più dell'imperatore ne
approffitterà sino alla determinazione di far
intervenire le milizie imperiale in contrasti interni al
movimento cristiano: Donato vescovo di Cartagine, fu
deposto a favore di Ceciliano.
Melchiade morì il giorno 11 gennaio del 314,
fu l'ultimo papa ad essere sepolto nella cripta papale
di San Callisto.
SILVESTRO I,
romano (314-335)
Figlio di San
Rufino e Santa Giusta, nato a Roma. Salì al soglio
pontificio il 31 gennaio 314. Con beneficio
d'inventario, il suo onomastico fu spostato al 1° di
gennaio con la riforma del calendario Gregoriano.
Ma viene ancor oggi ricordato per quest'ultima questione
che, in fondo, rappresenta pur sempre il primo santo
dell'anno. Nei fatti la figura di Silvestro fu
letteralmente offuscata, come del resto quella suo
predecessore, dall'imperatore Costantino il quale, non
può essere considerato ancor oggi come il padrre
putativo del cristianesimo.
L' analisi storica insegna diversamente: in realtà,
Costantino fu solo un grande mistificatore ed un
opportunista senza eguali. Trovatosi scoperto nei
confronti di Massenzio, riuscì ad allineare alcune
legioni formate esclusivamente da cristiani i quali,
piuttosto che sacrificare la propria vita nei circhi e
nelle arene, preferirono battersi in battaglia,
comunque, contro un nemico dichiarato ed a sconfiggerlo
a "Ponte Milvio".(nda: ... che fossero truppe scelte?...
beh... sicuramente non degli sprovveduti, considerato
l'ambiente dove erano costretti a muoversi).
La leggenda vuole che dopo una tentata persecuzione ,
Costantino si fosse ammalato di lebbra e consigliato da
sacerdoti pagani fece compiere innumerevoli sacrifici di
bambini innocenti per lavare con il loro sangue le
proprie piaghe. Il pianto delle loro madri riuscì a
ricondurre Silvestro al suo capezzale e guarirlo con un
miracolo.
Solo allora, l'imperatore convinto della potenza dei
poteri cristiani, si risolse a promulgare gli editti
contro le persecuzioni cristiane (nda: la leggenda vuole
che, più o meno così, si sia risolta anche la diaspora
egiziana del popolo ebraico, quando il faraone fu
colpito nella propria persona, attraverso la morte del
figlio, voluta da Dio attraverso Mosè).
Anche la prima chiesa dedicata a San Pietro, a quel
punto sembra sia stata voluta dall' imperatore,
costruita sopra un preesistente tempio di Apollo.
Nel mentre sul fronte interno cristiano si stava
alimentando una nuova eresia: quella di ARIO che riprese
quella manicheista e monarchiana, per la quale il Figlio
di Dio, ovvero il Cristo fosse semplicemente stato
adottato da Dio stesso, anzichè la stessa incarnazione.
Mettendo così in discussione la Santa Trinità e negando
di fatto la divinità del Gesù di Nazareth.
Non fu San Silvestro papa a convocare i trecento vescovi
per il concilio di NICEA (a.d. 325) ma Costantino, così
come fu attraverso Costantino che fu condannato l "'arianesimo".
Le diatribe tra chiesa d'oriente della quale ormai si
sentì a capo l'imperatore, in contrasto con una Roma
completamete decadente, fecero propendere Costantino per
una nuova sede imperiale ed episcopale: COSTANTINOPOLI,
era il giorno 11 maggio del 330.
Nel 335 l'imperatore convocò il concilio di TIRO, per
intercessione di Atanasio, vescovo di Alessandria d'
Egitto il quale chiedeva la riammissione di Ario. per
tutta risposta Costantino, durante il concilio, fece
deporre Atanasio, senza nemmeno informare il pontefice.
San Silvestro, il guaritore di Costantino, morì il 31
dicembre dello stesso anno e fu sepolto nel cimitero di
Priscilla. Le spoglie furono fatte successivamente
traslare nella chiesa di San Silvestro in Capite, da
papa Paolo I
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