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| Gli inizi della civilta' indiana si possono
far risalire all'incirca al 1500 a.C., quando si verifico' la migrazione
delle popolazioni indoeuropee originariamente abitanti nelle regioni a
nord del Caucaso. Un importante gruppo di Indoeuropei, quello degli Arii,
si stabili' allora nella pianura del Gange e da qui prese ad espandersi,
nei secoli successivi, verso la regione dell'odierna Delhi. Dediti
all'agricoltura e all'allevamento del bestiame, gli Arii avevano
tecniche agricole, artigianali e militari (uso dei carri da guerra
trainati da cavalli) superiori a quelle degli antichi abitanti del paese
(Dravida), ai quali si imposero. La societa' indiana si suddivideva rigorosamente in caste, cioe' in gruppi ai quali si apparteneva per nascita e che si ritenevano di istituzione divina. Le caste erano quattro, da quelle principali dei guerrieri e dei sacerdoti (bramini) a quelle subordinate dei contadini e dei servi, mentre al di sotto di questi ultimi si collocavano i paria, esclusi da ogni altra casta e costituenti il piu' basso gradino della scala sociale. La religione indiana, documentata da una serie di opere scritte nella lingua sanscrita (famosi i libri Veda), si fondava sulla credenza in una serie di divinita', che erano personificazioni delle forze e dei fenomeni naturali (il fuoco, il sole, l'aurora, ecc.), e affermava la sopravvivenza dell'anima dopo la morte e l'intima unione dell'individuo con l'universo. |