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| Il termine (in francese significa capacità
illuminatrice) indica il vasto movimento di pensiero, originatosi nel
XVIII sec. L’indirizzo dell’illuminismo fu di impegno costante
nell’utilizzare la critica e la guida della ragione in ogni campo
dell’esperienza umana. Scopo precipuo della corrente illuministica è
quello di condurre i lumi della ragione in ogni settore, per sviluppare
non solo il metodo scientifico, ma anche il modo di vivere, la cultura e
le istituzioni. L’illuminismo si erse quindi contro l’assolutismo
monarchico, la chiesa e l’aristocrazia feudale, facendosi portatore del
vessillo del progresso. Tra i caratteri fondamentali del movimento, una
severa analisi critica di ogni forma di autoritarismo; una profonda
fiducia nella ragione, unico mezzo per chiarire e risolvere tutti i
problemi dell’uomo; il culto del progresso e dell’educazione dell’uomo;
la polemica contro la tradizione filosofica medievale; la consapevolezza
del fatto che una nuova era stesse per nascere; la ricerca di un nucleo
di verità morali originario, comune a tutti gli uomini e superiore a
qualunque forma di dogma imposto dall’alto; la violenta opposizione a
ogni forma di superstizione e di intolleranza; l’impegno a espandere e a
diffondere ogni tipo di conoscenza, principalmente quella scientifica,
per demolire i muri innalzati nel passato e aprire le porte al nuovo che
avanza. Un’idea fondamentale, nella corrente illuminista, è quella del
diritto naturale (diritto di natura, diritto delle genti), da cui deriva
lo spirito universale di giustizia e libertà che fornì grande impulso
alle rivoluzioni francese e americana. Il programma fondamentale
dell’illuminismo, riesaminare ogni cosa alla luce della ragione, si
realizzò nell’Encyclopédie. Gli enciclopedisti promettevano d’indagare
in ogni campo del sapere. La teoria della conoscenza più diffusa tra gli
illuministi fu quella del sensismo. La sensazione è l’unica nostra fonte
di conoscenza, in quanto tutte le nostre idee si generano dai sensi e
non vi sono idee innate. Una corrente più materialistica fu il
meccanismo secondo la quale l’uomo è una macchina, tutte le sue attività
psichiche sono verificabili attraverso leggi matematiche. Uno dei
primissimi bersagli furono le credenze religiose. Secondo i deisti,
ciascun uomo può conoscere questo Essere supremo con la forza della
ragione. Una minoranza di illuministi era ateista, per loro, nessun Dio
creatore sta all’origine. Il pensiero illuminista offrì il meglio di sé
nel capo delle idee politiche. I tre maggiori teorici delle idee politiche dell’illuminismo furono Montesquieu, Voltaire e Rousseau. Fin dalle Lettere persiane, satira della frivola società del tempo, Montesquieu cerca di definire le leggi che regolano la vita sociale. Con grande senso realistico e seguendo il modello della costituzione inglese, Montesquieu afferma la necessità di una rigida distinzione tra i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, affinché la libertà del cittadino sia garantita. Il pensiero di Rousseau è illuminista nella critica alla storia e alla società, ma già romantico nella rivendicazione della spontaneità del sentimento contro la ragione. Nel seguire l’evoluzione umana da un ideale stato di natura alla sua decadenza sociale (l’uomo nasce buono, la società lo perverte) egli proclama il contratto sociale (in base al quale ogni cittadino partecipa alla vita politica). I fenomeni elettrici furono un argomento scientifico ampiamente dibattuto nel Settecento. Da pochi anni Benjamin Franklin aveva enunciato il principio della conservazione della carica elettrica e aveva mostrato che a questi fenomeni era legata una quantità enorme di energia. Alessandro Volta chiarì il concetto di corrente elettrica, ponendo fine al mistero che avvolgeva i fenomeni elettrici, ritenuti anche origine dei terremoti. Il Settecento fu un periodo di grande fervore scientifico. In Europa e in America settentrionale andavano moltiplicandosi gli ingegnosi sperimentatori e gli attenti osservatori della natura. Gli intellettuali creano una rete davvero cosmopolita: dalle vaccinazioni contro le malattie endemiche alle barriera doganali, dalla scoperta dei popoli selvaggi alla necessità della diffusione dell’istruzione. |