LE HAWAII NELL’OTTOCENTO

Scoperte nel 1778 dal capitano Cook, che le chiamò isole Sandwich in onore del lord dell’ammiragliato, le isole Hawaii avevano avuto fino ad allora un regime feudale. Il periodo che seguì la loro scoperta fu caratterizzato dall’unificazione politica, sotto il regno di Kamehameha I (1782-1819), e dall’affievolimento delle credenze animistiche. Nel 1820 si installò nelle isole la prima compagnia di missionari (presbiteriani americani). In seguito i governi francese e inglese cercarono di inserirsi nella vita politica ed economica delle isole, stabilendovi agenti commerciali, ma il loro antagonismo provocò numerosi incidenti. Gli Stati Uniti, che esercitavano una crescente influenza grazie alle loro missioni e ai loro commercianti, preferirono rispettare l’indipendenza hawaiana, che riconobbero con un trattato (1842); ottennero per le loro navi libero accesso nei porti hawaiani (1849) e incoraggiarono l’evoluzione democratica della monarchia. La costituzione del 1852 accordò il diritto di voto a tutti gli abitanti. Gli Americani diressero la politica regia: il saggio e pacifico Kamehameha III (1832-1854) sollecitò anche l’annessione, che gli Stati Uniti, diffidenti dinanzi a ogni espansione coloniale, rifiutarono. I successivi sovrani Kamehameha IV (1854-1863) e Kamehameha V (1863-1872) manifestarono maggior simpatia per la Gran Bretagna e quindi per la Francia; una nuova costituzione, aristocratica e censitaria, fu anche promulgata nel 1864. Nel 1872 tuttavia un trattato di reciprocità pose le isole sotto il dominio economico americano, poi la rada di Pearl Harbor fu concessa agli Stati Uniti (1887). Le Hawaii, dopo il breve regno di Lunalilo (1873- 1874), conobbero un regime di reazione politica e di corruzione, sotto il re Kalakaua (1874-1891); la regina Liliuokalani, salita sul trono nel 1891, fu infine deposta da un comitato (1893), che, per soddisfare le proteste dei piantatori di canna da zucchero, dei produttori di lana e di caffè, minacciati nei loro interessi, organizzò un governo provvisorio, proclamò la repubblica (1894), di cui fu eletto presidente Sanford B. Dole (un americano nato alle Hawaii), e domandò poi l’annessione, che il Congresso degli Stati Uniti votò nel 1898. Le isole formarono dal 1900 un territorio federale degli Stati Uniti, e ciò permise l’entrata in franchigia dei prodotti hawaiani.
Nell’agosto 1959 le Hawaii sono diventate il 50º Stato degli Stati Uniti.

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