ANTECEDENTI
622 Maometto si ritira a Medina (Egira).
638 Il califfo Omar conquista Gerusalemme.
687 Inizia la costruzione della moschea di Omar a Gerusalemme.
732 Battaglia di Poitiers, in cui Carlo Martello ferma l'avanzata
degli arabi in Francia.
842 Gli arabi occupano Messina e Taranto.
842-902 Gli arabi conquistano la Sicilia.
1076 I selgiuchidi conquistano Gerusalemme.
1086 Gli arabi sconfiggono Alfonso VI in Spagna.
Gli eventi in oriente precipitano
1095 Urbano II predica la crociata a Clermont-Ferrand.
1096 Partenza della crociata popolare. Massacri degli ebrei. I
crociati popolari sono sterminati in Asia Minore.
1097 Partenza della crociata ufficiale. Conflitto fra i crociati e
Alessio I. crociati penetrano in Asia Minore.
1098 I Fatimidi prendono Gerusalemme. I crociati si impadroniscono
di Antiochia. Fondano la contea di Edessa e di Tripoli. Battaglia di
Ascalona.
1099 Luglio: i crociati prendono Gerusalemme. Fondazione del regno
franco di Gerusalemme, guidato da Goffredo di Buglione.
1100 Venezia e il regno franco di Gerusalemme concludono un accordo
commerciale.
1100-1118 Baldovino I re di Gerusalemme.
1101 Numerose spedizioni di rinforzo falliscono.
1102 Vittoria di Baldovino a Ramla. Presa di Cesarea.
1103 I crociati prendono Acri e Byblos. I turchi vincono ad Harran.
I bizantini reclamano Antiochia.
1106 Tancredi d'Altavilla prende Apamea. Kilij Arslan prende
Melitene.
1107 Tancredi prende Laodicea.
1109 Presa di Tripoli e di Beirut. Fondazione della contea di
Tripoli.
1110 Baldovino I conquista Sidone.
1112 Ruggero di Salerno succede a Tancredi.
1113 Progressi dei turchi. Baldovino I sconfitto a Tiberiade.
1115 I crociati si alleano con l'atabek di Damasco. Battaglia di
Tell-Danith. Baldovino I prende Moab.
1118-1131 Baldovino II re di Gerusalemme.
1119 Disfatta di Tell-Aqibrin. Ruggero di Salerno viene ucciso.
1124 I crociati prendono Tiro.
1126 Baldovino II raggiunge Damasco.
1128 Zinki diventa padrone di Aleppo.
1130 Zinki prende Hama e attacca Antiochia.
1131-1148 Folco I d'Angiò re di Gerusalemme.
1135 Zinki penetra nella contea di Tripoli.
1136 Raimondo di Poitiers principe di Antiochia.
1137 Folco capitola a Barin.
1138 Giovanni Comneno costringe Raimondo di Antiochia a riconoscere
la sua supremazia.
1139 Folco e i damasceni si alleano contro Zinki.
1140 Zinki toglie l'assedio a Damasco.
1142 Zinki sconfigge i crociati sull'Oronte.
La Prima Crociata
Fu bandita ufficialmente da Papa Urbano II,
organizzata e composta da veri cavalieri, ben armati ed
equipaggiati. Dopo una sosta a Costantinopoli, dove furono stipulati
accordi politici, militari e logistici, i crociati si diressero in
Asia minore. Misero d'assedio e conquistarono Nicea e Antiochia. Poi
Edessa, dove fondarono il loro primo Stato; infine il 5 luglio del
1099 entrarono e si impossessarono di Gerusalemme.
I massacri fatti in quest'ultima città, furono spaventosi (li
raccontò lo storico crociato Raimondo d'Anguilers).
I bizantini sgomenti, si dissociarono ben presto dalle imprese dei
crociati: sia perché questi, durante il loro transito, avevano
saccheggiato anche molte città cristiane ortodosse; sia perché
l’idea di una "guerra santa", con tanto di vescovi, abati e monaci
armati di tutto punto, era estranea alla loro mentalità; infine, i
crociati (nonostante precisi accordi fatti in precedenza a
Costantinopoli) avevano nessuna intenzione di restituire
all’imperatore i territori conquistati (in tal senso particolarmente
odiata dai bizantini era l’armata normanna, che si insediò ad
Antiochia).
Nei territori conquistati, i crociati conservarono e anzi
accentuarono gli ordinamenti feudali esistenti: i contadini (arabi e
siriani), già servi della gleba, dovevano pagare al proprietario
delle loro terre una rendita che toccava il 50% del raccolto; mentre
quelli liberi furono asserviti colla forza. Nelle città costiere dei
loro stati, il commercio era in mano ai mercanti genovesi, veneziani
e marsigliesi, che avevano ottenuto il privilegio (pagando i nuovi
"padroni") di poter costituire delle colonie.
I crociati non furono in grado di apportare alcun elemento di novità
nella vita economica dei paesi conquistati, semplicemente perché in
quel periodo le forze produttive, la ricchezza materiale e culturale
dell’Oriente, era di molto, superiore, a quella occidentale. Molti
crociati, senza scrupoli (in mezzo c'erano anche ignoranti, bifolchi
e delinquenti di ogni genere) si comportarono soltanto come ladri e
oppressori: di qui la costante lotta con la popolazione locale, che
all’oppressione feudale turca o bizantina, si era vista aggiungere
quella straniera senza riguardo.
Sul piano politico il sovrano dello stato latino aveva un potere
limitato dall’assemblea dei più grandi feudatari. Gli stati erano
divisi tra loro e sostanzialmente senza rapporti con quello
bizantino. Sul piano religioso i sovrani cercavano di sostituire coi
loro prelati il clero bizantino e arabo locale.
Per la conquista di nuovi territori e la cristianizzazione forzata
delle loro popolazioni furono istituiti gli ORDINI CAVALLERESCHI
(quello dei TEMPLARI , di origine francese, quello Teutonico, di
origine tedesca e quello dei GIOVANNITI, di origine italiana). Erano
una specie di ordini di assistenza umanitaria, i cui membri, oltre
ai voti monastici di castità-povertà-obbedienza, giurarono poi di
difendere anche i Luoghi Santi contro gli infedeli. Ma alcuni, ligi
all'Ordine originario, prestavano aiuto anche ai musulmani, curavano
umilmente e amorosamente anche i nemici.
Dunque, dal 5 al 15 luglio del 1099 Gerusalemme ritornava cristiana.
A più di quattro anni dal discorso di papa Urbano II, che aveva
sollecitato l’Occidente a liberare i Luoghi Santi, l’esercito
crociato, provato da innumerevoli sofferenze, espugnava la Città
Santa e riconsacrava i santuari della cristianità. La crociata non
fu tuttavia una semplice realtà episodica, che coincise con la
liberazione dei Luoghi Santi, ma una manifestazione di straordinaria
forza della spiritualità medievale, che permeò dei propri valori,
tutta quest’epoca fino agli albori dell’età moderna. All’odierno
lettore essa può apparire solamente come un insensato spargimento di
sangue, in realtà capire l’intolleranza del passato ed osservarne le
conseguenze non può essere considerata opera priva d'utilità, in
un’epoca come la nostra che ancora conosce la discriminazione
religiosa ed il terrorismo fondamentalista. (Da considerare che
allora erano entrambe le due religioni che regolavano, ispiravano e
condizionavano anche la politica).
La Seconda
Crociata
1144 Zinki occupa la contea di Edessa.
1146 Norandino succede a Zinki. San Bernardo di Chiaravalle predica
la seconda crociata a Vézelay. Corrado e Luigi ritornano in Europa.
1149 Norandino prende Apamea e uccide Raimondo di Poitiers.
1153 Baldovino III prende Ascalona.
1154 Norandino prende Damasco.
1155-1156 Renaud de Chatillon saccheggia Cipro.
1159 Antiochia riconosce la sovranità di Manuele. I franchi alleati
con i bizantini assediano Aleppo. Bisanzio tratta la pace con
Norandino.
1160 Renaud de Chatillon prigioniero di Norandino.
1162 Amalrico I, successore di Baldovino III.
1164 Norandino prende Harim.
1167 Shirkuh in Egitto. Amalrico I prende Il Cairo.
1168 Fallimento di Amalrico I in Egitto. Norandino prende Il Cairo.
1169 Saladino visir in Egitto.
1171 Saladino mette fine al califfato fatimide in Egitto.
1174 Morte di Norandino e di Amalrico I. Avvento di Baldovino IV.
Saladino conquista il potere in Siria.
1177 Baldovino IV batte Saladino a Montgisard.
1179 Saladino guida una spedizione contro Tiro.
1180 Tregua tra Saladino e Baldovino IV.
1182 Saladino attacca Nazareth, Tiberiade, Beirut.
1183-1184 Saladino prende Aleppo e devasta la Samaria e la Galilea.
1185 Il fanciullo Baldovino V re di Gerusalemme. Morirà ben presto e
gli succederà Guido di Lusignano.
1187 Disfatta dei crociati ad Hattin a opera di Saladino. Saladino
prende Gerusalemme.
La Seconda Crociata (1147-1187) fu dunque causata dalla caduta di
Edessa (avvenuta nel 1144). Papa Eugenio III, riuscì a convincere il
re di Francia Luigi VII e l’Imperatore germanico Corrado III (anche
se all'inizio non voleva la partecipazione dei tedeschi ritenuti
pericolosi) a muovere contro i turchi. In autunno i crociati
tedeschi e francesi attraverso l'Ungheria e la Bulgaria raggiungono
Costantinopoli.
Ridotto l'esercito a un branco di delinquenti affamati vengono
commesse sul territorio bizantino numerose rapine e violenze, fino
al punto che l'imperatore Commeno, facendo il doppio gioco, chiese
di nascosto aiuto addirittura al sultano dei turchi per difendersi
da questi teppisti. I "crociati" già logorati dalla stanchezza e
dalla fame, con questi ambigui appoggi (erano veri e propri atti di
sabotaggi e ostilità) riservati a loro dai bizantini, disgregati
soprattutto dalle discordie interne, decimati da privazioni e da
epidemie, subirono prima un attacco in ottobre a Dorilea, poi dopo
una ininfluente affermazione a Laodicea, furono presto sconfitti dai
turchi presso i monti di Cadmus nel dicembre 1147.
Asserragliatisi nei pressi di Damasco, pur con l'arrivo di rinforzi,
soprattutto con contingenti di templari e giovanniti, il successivo
anno, nel 1149, furono annientati. Nella fuga trovò rifugio a
Costantinopoli il malaticcio Corrado III, con il nipote Federico già
duca di Svevia dopo la morte del padre. (Morto poi Corrado nel '52,
sarà lui a ereditare dallo zio l'impero con quel nome che diventerà
famoso per circa 40 anni, sconvolgendo mezza Europa, l'intera
Italia, ma che poi morirà annegato nella successiva crociata: era
Federico detto il Barabarossa).
Commeno come contropartita chiede a Corrado di aiutarlo a
riconquistare la Sicilia in mano ai normanni di Ruggero II. Ma non
ha l'esito sperato, oltre che andare incontro a un fallimento, i
normanni hanno già stretto alleanza con i Guelfi tedeschi ostili
proprio a Corrado che offrono appoggio al Re di Sicilia normanno,
convincendo Serbi e Ungheresi ad attaccare per indebolire da nord
l'impero bizantino.
La Terza Crociata
1187 L'arcivescovo di Tiro predica la terza
crociata. Rispondono all'appello di papa Clemente III l'imperatore
Federico Barbarossa, il francese Filippo Augusto e l'inglese
Riccardo Cuor di Leone.
1188 Saladino ha in mano tutto il territorio franco, tranne Tripoli,
Tiro e Antiochia.
1189 Guido di Lusignano assedia Acri.
1190 Federico Barbarossa arriva in Asia Minore, prende Konia ma in
un banalissimo bagno nel fiume Selef il 10 giugno muore annegato,
lasciando l'esercito allo sbando.
1191 Arrivano in Terrasanta Filippo Augusto e Riccardo Cuor di
Leone. Questi prende Cipro, San Giovanni d'Acri e sconfigge Saladino
ad Arsuf.
1192 Guido di Lusignano re di Cipro. Corrado di Monferrato, signore
di Tiro, designato re di Gerusalemme viene ucciso da un adepto della
setta degli assassini. Enrico II di Champagne re di Gerusalemme.
Riccardo Cuor di Leone batte Saladino a Jaffa ma fallisce davanti a
Gerusalemme e torna in Occidente.
1193 Morte di Saladino.
1194 Amalrico di Lusignano re di Cipro.
1197 Morte di Enrico di Champagne. I franchi riprendono Beirut.
La Terza Crociata (1189-1192) fu bandita da Gregorio VIII, appena
salito sul soglio alla morte di Urbano III, ma vi rimase nemmeno due
mesi, gli successe Clemente III. La motivazione era caduta di
Gerusalemme (1187) per opera del grande condottiero turco Saladino,
che aveva con una serie di strepitose vittorie già esteso la sua
signoria sull’Egitto e sull’Arabia occidentale. A differenza dei
crociati, il Saladino non effettuava stragi nelle città vinte ai
cristiani: questi anzi avevano la possibilità di andarsene pagando
un riscatto (un uomo 10 denari, 5 la donna); chi non pagava era
fatto schiavo. Ma poi Saladino abolì anche quest'iniqua richiesta
per chi voleva andarsene, né costrinse a fare gli schiavi chi
restava. Anzi, mise perfino una milizia per proteggere da alcuni
fanatici musulmani la minoranza cristiana.
Sebbene alla crociata partecipassero i re d’Inghilterra Riccardo
Cuordileone e di Francia, Filippo II, nonché l’imperatore germanico
Federico Barbarossa, i risultati furono irrilevanti (l’imperatore
addirittura vi morì, lasciando un esercito allo sbando). Troppe
erano le discordie interne: francesi, inglesi, tedeschi e italiani,
si combatteranno a vicenda per il possesso di alcuni territori
conquistati. Ma il più ambiguo rapporto si creò tra il re di Francia
e il Re d'Inghilterra fino a rompere il sodalizio e ritornare il
primo in Francia a combinare guai e a seminare zizzania:
Gerusalemme, in sostanza, restava in mano turca, anche se i
cristiani residenti avevano libertà di accesso alla città santa. Per
le violenze e l'arroganza dei nuovi arrivati Bisanzio fu costretta
ripetutamente ad allearsi con i turchi perché si era accorta che la
presenza latina le causava più danni che vantaggi. Alla fine
l'imperatore Isacco come aveva fatto il suo predecessore Commeno, si
convinse che invece di aiutarli i crociati era meglio combatterli.
Riccardo Cuor di Leone dopo i dissidi con il re di Francia rientrato
in patria con ben altri obiettivi, preferì invece di combatterlo,
fare una pace con Saladino. Ma al ritorno pur scampando a un
naufragio, fu fatto prigioniero, poi consegnato a Enrico VI. Sul
trono salì il fratello Giovanni Senzaterra, messo in soggezione
proprio dal Re di Francia Filippo Augusto. Ritornato libero,
Riccardo perdonerà il fratello, affronterà Filippo, riconquisterà il
trono, ma nel '99 nell'assedio di Chalus in combattimento perderà la
vita. Tornerà a regnare il fratello più volte in conflitto con
l'avido re di Francia, Filippo.
LA QUARTA CROCIATA
1202 Bonifacio II di Monferrato e Baldovino IX di Fiandra conducono
la quarta crociata. Una delle più drammatiche e infide spedizioni.
1204 I crociati prendono e saccheggiano Costantinopoli. Fondazione
dell'Impero latino d'Oriente (1204-1261).
La Quarta Crociata (1202-1204) - Alla fine del XII sec., Papa Innocenzo
III, grazie al quale la chiesa cattolica aveva raggiunto l’apice della
sua potenza, bandì la quarta crociata, cercando di approfittare della
morte di Saladino (1193). Alla spedizione, diretta non solo verso
Oriente, ma anche verso i paesi baltici, parteciparono i feudatari
francesi, italiani e tedeschi (questi ultimi furono i soli quelli del
Baltico). Essi decisero di partire da Venezia per servirsi della sua
flotta: l’intenzione era quella di conquistare Gerusalemme dopo aver
occupato l’Egitto. Ma Venezia, che aveva ottimi rapporti commerciali con
gli egiziani, riuscì a dirigerli con l’inganno contro la rivale Bisanzio.
I crociati, infatti, che non avevano denaro sufficiente per pagare il
viaggio, accolsero la proposta di prestare aiuto ai veneziani per la
conquista della città di Zara, appartenente al re cattolico d’Ungheria.
Indignato, Innocenzo III scomunicò i crociati, ma subito dopo concesse
il perdono nella speranza che muovessero contro i turchi. Ma durante
l’assedio di Zara venne al campo crociato il figlio dell’imperatore di
Costantinopoli per annunciare, che suo padre era stato cacciato dal
fratello e che se l’avessero aiutato a ritornare sul trono avrebbero
ottenuto grandi somme e promise anche la riunione delle due chiese
cristiane. Innocenzo III - anche lui raggirato- alla notizia si affrettò
a benedire l'intervento che poco prima aveva condannato.
I crociati così si diressero verso Costantinopoli, ma qui incontrarono
la resistenza della cittadinanza, che non ne voleva sapere dei latini.
L’imperatore deposto venne rimesso sul trono senza spargimento di
sangue, poiché il fratello usurpatore era fuggito dalla città. Ma i
crociati pretesero che accanto all’imperatore fosse nominato con lo
stesso titolo anche il figlio, il quale naturalmente aveva intenzione di
mantenere fede agli impegni contratti a Zara. Soprattutto con Dandolo,
l'ultranovantenne doge veneziano, che aveva fornito a credito il nolo
delle navi per il viaggio, pattuito una somma ben precisa e stabilito
precisi privilegi.
Tuttavia, il tesoro della capitale era vuoto, il patriarca e il popolo
si rifiutavano di riconoscere il papa come capo della chiesa universale
e non avevano alcuna intenzione di pagare i debiti dell’imperatore, né
di concedere privilegi ai crociati e ai veneziani. Per queste ragioni la
popolazione insorse uccidendo sia l’imperatore, che il figlio.
I crociati per venali motivi decisero di vendicarsi: irruppero nella
città e per tre giorni la saccheggiarono orrendamente, proclamando
l’Impero latino d’Oriente, dimenticandosi del tutto la spedizione contro
Gerusalemme. A capo della chiesa bizantina fu posto un nuovo patriarca,
che cercò di avvicinare la popolazione locale, greca e slava, al
cattolicesimo. Il papato, ufficialmente, condannò il massacro, ma quando
vide che l’imperatore eletto e il patriarca gli riconoscevano, piena
supremazia su tutta la chiesa cristiana d’Oriente e d’Occidente, decise
di accettare il fatto compiuto. Tuttavia, più ancora che il papato o i
feudatari, fu Venezia a trarre i maggiori profitti dalla conquista
dell’impero bizantino, del cui territorio essa aveva occupato i 3/8: in
particolare, inoltre i mercanti veneziani riuscirono ad ottenere per le
loro merci l’esenzione dai dazi in tutti i paesi dell’Impero.
I particolari di questa spedizione, con i protagonisti finiti poi uccisi
li troviamo in Cronologia nei singoli anni. Si risorse drammaticamente e
permise con il crollo dell'impero bizantino la nascita di due grandi
potenze, il regno dei Serbi e d'Ungheria.
L’impero latino inizia a crollare del tutto nel 1261, sotto l’urto dei
Bulgari e degli Slavi oltre che degli stessi ultimi incapaci governanti
bizantini; questi ultimi aiutati dai genovesi, ma anche dai barbari che
prima combattevano. Il fatto più strano fu che i nuovi re dei primi due
paesi, che stavano costituendo (nella decadenza bizantina) ognuno il
proprio regno (Bulgaria e Serbia - vedi anno 1195), furono appoggiati
dal Papa. Temeva Roma prima o poi con la presenza veneziana sugli interi
Balcani (l'intera costa dalmata e greca, era già della Serenissima) che
stringessero un'alleanza o con i tedeschi o con i normanni. In un caso o
nell'altro lo Stato della Chiesa veniva a trovarsi in mezzo stritolato
da tre parti.
Bisanzio in seguito si libererà dei latini, sopravvivrà per altri 200
anni, ma non tornerà più al suo antico splendore. I Turchi oltre che
conquistarla, ne faranno la capitale del loro Stato.
La V, la VI, la VII e l’VIII Crociata non ebbero molta importanza: i
crociati subirono altre sconfitte o, nel migliore dei casi, scendevano a
patti con i nemici prima ancora di dare battaglia; e questo nonostante
che i mongoli si fossero alleati con loro contro turchi e arabi.
Il fatto è che dopo la quarta crociata non v’era quasi più nessuno in
Occidente disposto a partecipare a spedizioni lontane e pericolose,
anche perchè quando i crociati si trovavano in difficoltà non ottenevano
mai gli aiuti e i rinforzi richiesti.
Nel periodo delle ultime crociate, in Europa si ebbe un notevole aumento
della produzione, la tecnica agricola si era perfezionata, le città si
erano sviluppate, l'intera economia divenne florida. Questo può spiegare
perché vennero meno le cause che avevano indotto la società feudale
occidentale a partecipare alle crociate. I mercanti, ad esempio, si
accontentarono dei risultati delle prime quattro crociate, che avevano
assicurato l’eliminazione della funzione mediatrice esercitata da secoli
dall’impero bizantino tra est e ovest. Pragmatici com'erano, scoperti i
vasti mercati orientali si misero addirittura a fare affari anche con i
turchi.
Gli stessi cavalieri ebbero la possibilità di entrare nelle truppe
mercenarie dei re nazionali dell’Occidente, la cui importanza andava
sempre di più crescendo con le attività produttive. Molti altri
cavalieri furono utilizzati poi dalla Chiesa per colonizzare nuovi
territori nel Baltico (in particolare Polonia, Cecoslovacchia, Boemia,
Ungheria) e sui Balcani, al fine convertire alla religione cristiana gli
slavi e tutto il territorio a est della Russia. L’impresa in parte
riuscirà, ma dividendo l'Europa in due; nacque un dualismo religioso
abbastanza critico che poi esploderà nel protestantesimo, creando una
forte contrapposizione tra due unità politiche, soprattutto quando due
dinastie di sovrani tedeschi si divideranno la Germania. Da una parte i
prussiani (l'anima della futura Germania ariana (intesa come religione e
anche come etnia - gli arii indoiranici) e dall'altra parte a oriente le
ambizioni degli Asburgo (che domineranno su un territorio che non
dimentichiamo si chiama deutschostereich - cioè "la parte ovest della
Germania". Austria è un nome recentissimo, di fine Ottocento, inizio
Novecento.
E nemmeno dobbiamo dimenticare che la stessa Austria, non è proprio per
nulla omogenea, esiste la parte superiore e la parte inferiore che non è
"sotto" e "sopra", ma la prima è a est di Linz (fin dai tempi di Carlo
Magno) la seconda è a ovest. La prima tipicamente "germanica", l'altra
un miscuglio di etnie; latini, slavi, cechi, boemi, croati, sloveni, che
sono legati ancora oggi da motivi religiosi (cristiano cattolici) e da
melanconiche glorie perdute dell'impero dei potenti e ambiziosi Asburgo,
quando questa opulenta dinastia si è disgregata dopo la prima guerra
mondiale.
Due entità politiche che fanno ancora oggi -anno 2000- discutere; ed
ognuna ha latente la volontà di egemonizzare l'altra, pur apparendo la
nazione una tranquilla regione incastonata tra i monti e attraversata da
quel lungo placido fiume che ha diviso fin dai tempi dei romani il
territorio. La parte sinistra non ha dimenticato quando gli Asburgo
dominavano con arroganza da Vienna fino in Belgio, e la parte destra
(che comprende Vienna) d'altronde non ha dimenticato che la sua potenza
si estendeva da La Manica al Lombardo-Veneto (oltre che essere paladino
di altri Stati italiani) e da questi fino alla Boemia, Cecoslovacchia,
Ungheria, alla ricca Slesia e infine alla Polonia.
La Quinta Crociata
Condotta da Giovanni di
Brienne, re di Gerusalemme, e Andrea II, re di Ungheria.
1217 Fallimento dei crociati al Monte Tabor.
1218-1219 I crociati prendono Damietta. San Francesco d'Assisi in
Egitto.
1221 Spedizione disastrosa dei crociati verso Il Cairo. Perdita di
Damietta.
La Quinta Crociata (1217-1221), bandita da Papa Innocenzo III, la vinse
la piena del Nilo. I cristiani ne furono sommersi. I sopravvissuti in
cambio di Damietta ottennero dal sultano di ritirarsi liberamente. In
questa spedizione ci fu l'ingenuo tentativo di san Francesco d'Assisi di
"convertire" il sultano.
La Sesta Crociata
1225 Federico II sposa
Isabella di Brienne e diventa re di Gerusalemme.
1229 Mediante il trattato di Jaffa, concluso con Al-Malik Al-Kamil,
sultano d'Egitto, Federico II ottiene la restituzione di Gerusalemme per
dieci anni. Vi si incorona re e torna in Europa.
1244 I musulmani (turchi khwarizmiani) riprendono definitivamente
Gerusalemme.
1247 I turchi khwarizmiani riprendono Tiberiade e Ascalona.
La Sesta Crociata (1227-1229) é la più anomala. Fu bandita da papa
Gregorio IX e quasi imposta a un Federico II riluttante a partire,
temendo che il papa durante la sua assenza - cosa come poi in effetti
avvenne - approfittasse per invadere l'Italia meridionale; per questo
temporeggiare fu scomunicato. Fu costretto alla fine a partire, ma
giunto a destinazione la "crociata" fu presto conclusa attraverso un
pacifico accordo con il sultano. Non ci fu dunque nessun fatto d'arme di
rilievo. Le armi tacquero.
Il "diplomatico" e "saggio" Federico II, concluse la trattativa col
sultano d'Egitto (trattato di Jaffa) che garantiva Gerusalemme, Betlemme
e Nazareth ai cristiani. Il Papa scandalizzato (ma cercava un qualsiasi
prestesto) per aver concluso questo trattato di pace con gli infedeli
gli lancia l'"interdetto", chiede la disubbidienza dei sudditi, gli
invade il suo regno. Federico s'imbarca, rientra in Italia, sconfigge le
truppe pontificie e costringe il papa a togliergli la scomunica.
E' forse il migliore e il più fecondo periodo delle crociate. Federico
che ha grandi interessi culturali, in Oriente, con gli ottimi rapporti
stabiliti con i locali, lui appassionato osservatore, scopre la civiltà
araba, mutua alcune istituzioni e trasferisce in Europa non solo tante
invenzioni e tecnologie in occidente ignote, ma tutto il Sapere riposto
nelle immense biblioteche arabe, che hanno conservato negli scaffali ,
in milioni di libri, tutto lo scibile umano degli ultimi venti secoli;
dalle antiche civiltà orientali e occidentali, e paradossalmente anche i
testi latini oltre che greci, scomparsi in occidente da più di mille
anni.
La Settima Crociata
1248 Luigi IX il Santo
sbarca a Cipro.
1249 Luigi IX il Santo prende Damietta.
1260-1277 Baibars, sultano dei mamelucchi.
1260 Baibars ferma l'avanzata dei mongoli.
1265 Baibars prende Cesarea e Arsuf.
1268 Baibars prende Jaffa e Antiochia.
La Settima Crociata (1248-1254). E' quella del Re Santo, Luigi IX re di
Francia. L'armata fu decimata prima da una tempesta, ciononostante i
crociati riconquistano Damietta. Ma nel 1250 la battaglia ricomincia,
Luigi fu fatto prigioniero. Liberato con un riscatto nel '54 s'imbarcò
per ritornare in Francia.
L'Ottava Crociata
1270 Luigi IX il Santo muore
appena giunto a Tunisi.
1274-1275 I mamelucchi saccheggiano la Cilicia.
1277 Carlo d'Angiò pretendente alla corona di Gerusalemme. Si
impadronisce di Acri.
1282 Enrico II di Cipro assume il titolo di re di Gerusalemme ma regna
solo su Cipro.
1287 Il sultano d'Egitto Qalawun prende Tripoli.
1291 Il sultano al-Ashraf, figlio di Qalawun, prende Acri. I franchi
sono espulsi dall'Oriente.
La Ottava Crociata (1269 ) è l'ultima (ufficialmente). Tramonta il sogno
cristiano; é la definitiva disfatta europea. Guida la spedizione Giacomo
I d'Aragona, ma già a Barcellona, subito dopo la partenza, una tempesta
affonda buona parte della potente flotta. Solo poche navi raggiunsero la
meta, ma inutilmente perchè Acri era assediata dai turchi. Senza mezzi,
disorganizzati, ridotti di numero, rinunciarono ad una offensiva quasi
suicida e se ne tornarono in patria.
La Nona Crociata
La Nona Crociata (1270) - Re
Luigi IX, il Santo; è ancora lui a promuoverla. Si risolse in un
disastro totale. Appena sbarcato in Tunisia, negli accampamenti scoppiò
una tremenda epidemia di peste, che portò alla morte lo stesso Luigi.
Chi sopravvisse se ne tornò a casa.
La Decima Crociata
(1271-1272) - Preparata dal
Re d'Inghilterra Enrico III, la guida suo figlio Edoardo, ma é subito
sconfitto. I cristiani perdono anche Krak, il leggendario castello dei
cavalieri. A Edoardo non gli resta altro che fare con il sultano un
trattato di pace.
Nella sua relazione, Edoardo esprimerà tutto il suo sdegno per quello
che ha visto in Palestina. Scandalizzato per i vasti traffici mercantili
(anche di armi) tra veneziani, genovesi e cavalieri crociati da un lato,
e gli "infedeli" dall'altro. Un mercato! Che non era iniziato
quest'anno; il cinismo e la spregiudicatezza si era sistemato da anni.
Nel 1289 c'è ancora un ultimo proclama, ma senza seguito. Le ultime
resistenze cristiane in Terrasanta sono definitivamente sconfitte dai
musulmani nel 1291 con la Caduta di S. Giovanni d'Acri. Una grande città
abitata da crociati, ma divisa in quartieri, in perenni liti e dove
ognuno pensava a difendere il proprio "orticello" più dagli "amici"
cristiani che non dai nemici turchi. Andarono così incontro al disastro.
Le altre Crociate
Oltre quelle citate sopra,
ci furono anche altre cinque spedizioni "non ufficiali", finite tutte
tragicamente. Quella degli 80.000 "straccioni" di Pietro l'Eremita del
1095 che abbiamo citata sopra (che é in effetti la prima crociata). Poi
ci fu quella dei "Tedeschi" del 1096, che iniziarono il viaggio
saccheggiando e massacrando non gli "infedeli" che non raggiunsero mai,
ma i tedeschi ebrei di Ratisbona, Worms, Spira, Colonia, Treviri,
Magonza. Poi quando penetrarono in Ungheria furono loro massacrati.
Nessuno arrivò in Palestina.
Nel 1100-1101 ci fu quella dei 100.000 lombardi diseredati, che
diventarono lungo il cammino 200.000, e che avanzarono tra violenze e
saccheggi. Giunti sul territorio turco, un terzo furono sterminati ad
Amasia, un altro terzo a Iconio. Dei sopravvissuti, il 5 settembre del
1101 tra Isauria e Cilicia non ne rimase vivo nessuno.
Stessa sorte toccò a quella detta "dei bambini" guidata dal monaco
Stefano de Cloies. Era il 1212. Il frate imbarcò a Marsiglia 30.000
giovani su sette navi. Due colarono a picco già alla partenza, le altre
raggiunsero la Tunisia. Qui i proprietari delle navi per rifarsi dei
danni subiti, vendettero come schiavi ai turchi i "bambini" scampati.
Federico II quando vi sbarcò sedici anni dopo nel 1228 ne incontrò 700
che erano ormai trentenni.
Non meno sfortunati i "bambini" di un "profeta" anche lui "bambino", il
tedesco Nicholaus di 12 anni, che assicurava i suoi fanatici coetanei
che "avrebbe camminato sul mare". Raccolse 8000 adolescenti creduloni.
Recatisi a piedi a Roma, il papa non concesse la benedizione, e li
rimandò a casa. Nel riattraversare le alpi in pieno inverno morirono
quasi tutti congelati in una bufera di neve.
Si aggiunse a questa, la "crociata dei pastorelli" del 1251, sotto la
guida di un altro fanatico pseudo-monaco di nome Giacobbe; un vecchio
pastore che stregava i giovani con un piffero da pecoraio (da questo
episodio nacque probabilmente la famosa leggenda del pifferaio di
Hamelin). Formò un esercito di ragazzini francesi. Nell'attraversare
città e paesi devastavano le proprietà dei ricchi, massacravano ebrei,
razziavano ogni cosa. Avanzando, nell'avvicinarsi alle città, gli
abitanti li attesero al varco; furono uccisi tutti.
BILANCIO DELLE CROCIATE
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Il risultato di maggior
rilievo fu la conquista delle vie commerciali mediterranee, che
prima erano controllate da Bisanzio e dai paesi arabi, i quali
entrarono subito dopo in una profonda decadenza economica.
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Le città dell’Italia
settentrionale (Venezia, Genova e Pisa) assunsero un ruolo dominante
nel commercio con l’Oriente.
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Si introdussero in
Europa occidentale nuove industrie e manifatture (seta, vetri,
specchi, carta...) e nuove colture agricole (riso, limoni, canna da
zucchero...). Compaiono i mulini a vento, sul tipo di quelli
siriani.
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La classe dei feudatari
vede aggravarsi la propria crisi, sia perché ha impiegato molte
risorse ottenendo scarsi vantaggi, sia perché si è rafforzata una
nuova classe, la borghesia, ad essa ostile.
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Le classi popolari,
sacrificatesi senza ottenere alcuna contropartita, si orienteranno
verso forme di protesta socio-religiosa (le eresie), ispirate
all’uguaglianza evangelica.
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I crociati distrussero
le ultime tracce di fratellanza tra cattolici e ortodossi; e
saccheggiando Costantinopoli, aprirono le porte agli invasori
turchi.
La mobilitazione ideologica
nella guerra santa segnò il trionfo dello spirito d’intolleranza e di
fanatismo. La chiesa infatti, accentuerà sempre più i fattori autoritari
e dogmatici, legati al suo ruolo di guida suprema della cristianità.
I marittimi, i mercanti, che per due secoli avevano afferrato al volo i
vantaggi delle crociate, "iniziarono ad afferrare quelli offerti dal
divenir - scriverà Dante - mercadanti in terra di soldano".
Dante, e molti altri, che soggiornarono in Sicilia, alla corte normanna,
ci faranno scoprire i "tesori" contenuti nella biblioteca di Federico II.
L'Europa scoprì una sconosciuta civiltà, e con questa tutto il suo ricco
passato, universale, che l'aveva preceduta.
L'avventura delle crociate fu iniziata per imporre una civiltà - che
l'Occidente credeva altissima - e finì invece che ne scoprì un'altra più
avanzata: scoprì le scienze, la matematica, la medicina, l'astronomia,
la letteratura, la filosofia, l'agronomia, l'ottica, la geografia del
mondo, e tante altre. Un enorme "mensa del sapere" che nutrirà d'ora in
avanti l'intera Europa. Sconvolgendola!
Riscopre tutta la civiltà classica, considerata fondamento di ogni
progresso civile e spirituale dell'uomo, e sottopone a critica le
nozioni tradizionali, che significò una rivalutazione dell'uomo e della
sua possibilità di comprendere e trasformare il mondo.
Riscoprirà perfino la musica, e con questa inizia il "preludio"
dell'Umanesimo, per poi approdare alla grande "sinfonia" del
Rinascimento.
Conseguenze delle Crociate
Non vi è dubbio che dal
punto di vista strettamente militare le crociate si siano risolte in un
completo fallimento: le conquiste dei soldati latini ebbero vita
stentata ed effimera; dopo due secoli di lotta i Musulmani tenevano
ancora saldamente l’Asia Minore. Contribuì molto a questo fallimento il
fatto che ebbero il sopravvento gli interessi particolari dei vari
prìncipi.
Eppure la loro influenza si fece sentire con riflessi notevoli nei più
svariati campi della vita europea. Il feudalesimo usciva indebolito
dalle crociate: le enormi spese delle spedizioni avevano costretto i
signori feudali a ipotecare le loro proprietà o a cederle a banchieri,
al re, alla Chiesa. In cambio di denaro molte città e moltissimi
contadini avevano riscattato i loro obblighi feudali. Migliaia di servi
avevano lasciato la terra per non più tornarvi. Il prestigio della
Chiesa romana era stato accresciuto dal felice esito della prima
spedizione; le successive lo diminuirono progressivamente.
La fede incorrotta del Medio Evo ricevette un fiero colpo: si
argomentava che l’insuccesso delle crociate non giustificava più la
pretesa del papa di essere il rappresentante di Dio in terra. Se le
coscienze erano turbate, il commercio in compenso ricevette un mirabile
impulso. Le flotte delle Città marinare italiane, di Marsiglia, di
Barcellona, importavano i raffinati ritrovati della civiltà orientale,
mentre spezie, seta, zucchero, gemme, profumi invadevano l’Europa.
Si stesero mappe accurate delle coste asiatiche; cereali, alberi da
frutta, piante di ogni genere, mal note in Occidente, vennero importate
e coltivate su larga scala. Le scienze e le arti fecero tesoro
dell’abilità e dell’esperienza dei Musulmani e anche i cronisti
cristiani appresero a parlare con nuovo rispetto della civiltà araba.
Inoltre, in seguito all’impulso che il commercio ricevette, si verificò
un miglioramento del tenore di vita. Creatura del Medio Evo religioso e
guerriero, l’idea di crociata si spense nel fervore di una rivoluzione
civile ed economica, primo segno del Rinascimento. |