ANTICO EGITTO FINO ALLA DOMINAZIONE PERSIANA

L’esigenza di regolare con opere idrauliche lo scorrere del Nilo portò, fin dal IV millennio a.C., da un lato alla fusione dei diversi popoli in un’unica civiltà, dall’altro alla formazione di due regni: il Basso Egitto, costituito dalle ampie pianure del delta, e l’Alto Egitto, costituito da strette fasce coltivabili lungo il corso del fiume, al di là delle quali si estendevano vasti altopiani desertici.
Si evidenziarono però delle differenze fra il Nord e il Sud del paese: infatti nella zona del delta del Nilo (Basso Egitto) la grande fertilità dei terreni consentiva di disporre di eccedenze di prodotti che alimentavano il commercio, anche per mare, con i popoli limitrofi; a sud (Alto Egitto) il terreno meno fertile costringeva invece le popolazioni a compiere delle razzie nelle zone circostanti.
Il primo faraone fu Narmer, che avrebbe poi assunto il nome di Menes, una volta divenuto monarca. Re della parte meridionale dell’Egitto o Alto Egitto conquistò la parte settentrionale o Basso Egitto. Unificato l’Egitto fu anche il primo a portare il tradizionale copricapo, fusione della “Corona Bianca” del Basso Egitto con la “Corona Rossa” dell’Alto Egitto. Di lui conserviamo una tavoletta di scisco celebrante il suo trionfo militare.
Durante il periodo arcaico, in cui si succedettero due dinastie (comprendenti almeno diciassette faraoni), si affermò la natura assolutistica e teocratica del potere del faraone, considerato figlio del dio sole Ra, e adorato egli stesso come divinità; venne stabilita anche la struttura dello stato, diviso in distretti (detti "nomi") governati dai nomarchi. Si sviluppò nel frattempo la scrittura (i primi geroglifici si datano a partire da questo periodo) e vennero costruiti anche edifici funerari a Saqqara e ad Abido, primi esempi dell'arte egizia.
L'antico regno inizia dal 2755 al 2220 a.C. Attorno al 2300 è l’inizio della produzione del formaggio, nell’Egitto, come forma di conservazione del latte.
Il secondo sovrano della III dinastia fu Sesostri, che regnò dal 2737 al 2717 ca. a.C.; durante il suo regno l'espansione militare si indirizzò a sud verso la Nubia. Sono note anche alcune spedizioni commerciali in Libano, da dove veniva importato il legname da costruzione, che scarseggiava in Egitto, e nel deserto del Sinai, che forniva pietre per l'edilizia, gemme preziose e metalli (rame e oro). Complessivamente il periodo della III dinastia coincise con una grandissima fioritura anche culturale e artistica del paese. Sotto la IV dinastia la civiltà egizia raggiunse un elevato sviluppo nelle opere ingegneristiche, dalla scultura alla pittura, alla navigazione, alle scienze. Gli astronomi di Menfi crearono per primi un calendario solare basato su un anno di 365 giorni, mentre i medici dell'Antico Regno acquisirono notevoli conoscenze nel campo dell'anatomia (in particolare sul sistema circolatorio del corpo umano) e della chirurgia. La V dinastia riuscì a mantenere alto il livello di prosperità attraverso l'intensificazione degli scambi commerciali e le incursioni militari nei territori asiatici.
Il primo periodo intermedio dura dal 2178 al 2065 a.C. circa. I governatori, dato il progressivo indebolimento del potere centrale, acquisirono il pieno controllo dei propri distretti e ottennero dai faraoni la trasmissione ereditaria delle cariche. Montu Hotepi I (2137-?): Regnò per pochi anni ma sotto il suo regno inizia la riunificazione dei due regni.
Il medio regno dura dal 2064, con la riunificazione del paese operata da Mentuhotep II, che regnò dal 2061 al 2010 a.C., al 1785 a.C. circa. Nel 2000 appaiono in Egitto i primi oggetti in vetro.
Il regno di Amenemhet I, primo sovrano della XII dinastia, fu un periodo di pace; Amenemhet pretese il giuramento di fedeltà personale da tutti i governatori, il comportamento dei quali fu da allora in poi sottoposto a un severo controllo, e ristrutturò la burocrazia regia, dando vita a una nuova classe composta da scribi e amministratori. La letteratura si sviluppò prevalentemente quale mezzo per promuovere l'immagine del faraone come guida del popolo, dotato di umanità, di generosità, invece che come dio inaccessibile. Inoltre il faraone non fu più considerato come l'unica persona cui era concessa la facoltà di sopravvivere dopo la morte, e così il rito della mummificazione fu progressivamente esteso anche alle fasce socialmente più basse. Durante gli ultimi dieci anni del suo regno, Amenemhet, per evitare lotte per la successione o usurpazioni, associò al trono il figlio, Sesostri, dando così inizio a una consuetudine che sarà poi quasi sempre rispettata.
Sesostri II (che regnò dal 1895 al 1878 ca. a.C.) istituì un esercito permanente.
Sesostri III (1877-1843): fu un grande generale. Colonizzò la Nubia, che divenne provincia egiziana. Vinse i Libici e per la prima volta nella storia egiziana si spinse in Siria.
Sekhembra (1785-1785) diventa re sposando la regina-faraone Sebeknefru. Non riesce ad acquisire tutti i poteri per regnare. Questa situazione è fonte d’indebolimento del regno e causa, tra l’altro, il distacco della Nubia. Al 1785 risale il Papiro Smith, in cui sono esposte le tecniche chirurgiche degli antichi egizi. Al 1550 risale una copia di un originale più antico, fonte per la conoscenza della medicina egiziana.
Il secondo periodo intermedio dura dal 1785 al 1560 a.C. Contrariamente al precedente periodo intermedio, non ci furono carestie o guerre cruente. Il popolo stava mediamente bene, ma senza una guida forte si lasciava semplicemente vivere.
Il dominio dei sovrani Hyksos, dei quali si conosce poco, va dal 1635 al 1545, comprende la XV, XVI dinastia. Il costituirsi di una dinastia hyksos segnò l'inizio del secondo periodo intermedio (durato circa 214 anni), caratterizzato da instabilità e da mancanza di unità politica. Gli hyksos mantennerò il controllo delle regioni centrali e settentrionali del paese; essi adottarono le titolature e le usanze egiziane e mantennero negli alti gradi della burocrazia funzionari egizi. Contemporaneamente, sorse nel Medio Egitto la XVI dinastia, molto probabilmente asservita agli hyksos. Maggiore indipendenza fu esercitata nel sud da un terzo centro di potere, sede della XVII dinastia tebana, che regnava sul territorio compreso tra Elefantina e Abido; già il re tebano Kamose (1576-1570 ca. a.C.) della XVII dinastia, combatté con successo contro gli hyksos, ma fu suo fratello Amosi I che riunificò il paese sconfiggendoli, distruggendo la loro capitale Avari e costringendoli a rifugiarsi nella Bassa Palestina. Gli hyksos, durante il periodo in cui dominarono in Egitto, introdussero alcune importanti innovazioni, come il telaio verticale, la coltura dell'olivo, la lavorazione del bronzo e, nel campo militare, l'uso di nuove armi e del carro da combattimento.
Il nuovo regno dura dal 1543 al 1078 a.C. Amhose (1543-1515) riconquistò la Nubia fino ad Abu Simbel e ristabilì la monarchia su tutto l’Egitto ormai unificato.
Thutmose III (1490-1436): fu il più grande faraone d’Egitto dopo Ramsete II. Eclissato in giovane età dalla suocera e matrigna Hatscepsut, rimasto solo sul trono condusse una serie di campagne militari vittoriose sulla costa comprendente gli odierni Israele, Libano, Siria e Giordania (il Retenu). Celebri le sue vittorie contro i Mitanni. I popoli che non furono sottomessi, dovettero comunque versare tributi.
Amenofi IV - Ekhnaton (1367-1350): fu un rivoluzionario in campo religioso. Istituì una sorta di monoteismo mistico, in cui unico dio era Aton, personificazione del disco solare.
Ramseten II (1290-1224) il più attivo costruttore di tutti i tempi. Governò per 67 anni portando pace e splendore.
Uno dei popoli che contrastarono più a lungo ed efficacemente il dominio egiziano sull’Oriente mediterraneo fu quello degli Ittiti. Interpretando e leggendo una raccolta statale di diecimila tavolette, si poté ricostruire la storia del popolo ittita e del suo impero. Il grande scontro fra le armate faraoniche e gli Ittiti avvenne nel 1296 a.C. presso Kadesh, sulle rive del fiume Oronte, in Siria. Alla testa dell’esercito imperiale egiziano era Ramses II, mentre le truppe ittite erano comandate dal re Mutavalli. Gli egiziani vennero presi in un colossale tranello, avanzando verso la città dove erano attestati gli Ittiti, mentre questi si tenevano nascosti e giravano le colonne nemiche. Quando Muvatalli lanciò l’assalto contro il grosso dell’esercito faraonico, ebbe facile gioco, tanto che lo stesso Ramses riuscì a stento a salvarsi, grazie a un distaccamento del suo esercito che era riuscito a sfuggire alla manovra accerchiante. Trent’anni dopo, tra l’Egitto e il regno ittita veniva firmata la pace, e nel 1256 a.C. i due imperi strinsero addirittura un patto di alleanza che venne suggellato da un matrimonio politico-dinastico.
Il terzo periodo intermedio dura dal 1078 al 525 a.C. circa. Il potere va in mano a re libici e più tardi ai re etiopi. In questo periodo si dividono “le Due Terre”, si hanno quindi sovrani che regnano sul Basso Egitto contemporaneamente ad altri che regnano sull’alto Egitto. La Nubia, approfittando della situazione di crisi, si ribellò e divenne indipendente, e la Libia e la Siria uscirono del tutto dalla sfera di influenza egiziana.
Psammetico III venne sconfitto nel 525 a.C. dal re persiano Cambise II e l'Egitto divenne una satrapia persiana, governata da un satrapo che risiedeva a Menfi.
La società egizia era divisa in caste ereditarie. Accanto al faraone le caste più importanti erano quelli dei sacerdoti, degli scribi e dei militari. La massa della popolazione era costituita da contadini, che vivevano in modo modestissime. In qualche caso avevano delle terre personali. Erano gravati dalle fortissime pressioni fiscali e amministrative. Per la maggior parte erano operai e braccianti.
Il denaro non era diffuso nell’antico Egitto. Le paghe erano date in natura, con vestiti e generi di prima necessità.
I contadini erano lavoratori dipendenti che si occupavano delle terre del faraone o dei sacerdoti. Nei campi si coltivavano soprattutto cereali, lino e vite, impiegata per la produzione del vino. Per millenni gli straripamenti annuali del fiume Nilo hanno lasciato sui campi ricchi depositi di lino, rendendo fertile la terra e consentendo lo sviluppo di insediamenti agricoli. Il fango del fiume era prezioso anche per la costruzioni di vasi e mattoni. Durante il periodo delle inondazioni i contadini venivano occupati nella costruzione di grandi opere, in primo luogo le piramidi, cioè la tomba dei loro faraoni.
Le varie tribù avevano le proprie divinità legati al ciclo della natura. Erano adorati per esempio gli astri e il sole, ma anche animali come l’ibis, il coccodrillo e lo scarabeo. Questi riti religiosi continuarono anche dopo l’unificazione. I tentativi di introdurre un rito monoteistico non ebbero mai successo. Il sentimento religioso era spontaneo e immediata. I corpi furono sepolti con una dotazione di oggetti ritenuti necessari per la vita dopo la morte.
L’architettura è la massima espressione dell’arte egizia ed è legata alle tematiche religiose. Le imponenti piramidi sono opere collettive e sono lo sforzo di un intero popolo per rendere omaggio al sovrano e agli dei.
Gli egizi avevano approfondirono la matematica, l’astronomia e la medicina.
La civiltà egizia, come molte delle grandi civiltà dell’antichità, si basava in modo prevalente sui vegetali e, in particolare, sui cereali. Per molto tempo gli egizi produssero solo un pane non lievitato; in un’epoca precisa, ma forse già nel corso del III millennio a.C., essi scoprirono (probabilmente per la prima volta nella storia dell’uomo) la tecnica per far lievitare la pasta. Geroglifico non è che la forma di pittografia elaborata degli egizi, gelosamente custodita dai sacerdoti e dagli scribi, fin dal III millennio a.C.

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