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| Nel corso del III secolo si erano imposti
in Cina due principati, il Qin e il Chou, che vennero all’inevitabile
conflitto nel 311 a. C. Lo scontro finale tra le due potenze fu
differito di molti decenni: nel 246 a. C. salì al trono di Chin Cheng.
La giovane età del re (aveva solo tredici anni) ritardò lo scontro
finale fino al 230 a. C., anno in cui iniziò l’offensiva conquistando le
regioni dell’Honan, lo Shansi e l’Hopei. Nel 221 a. C., in occasione
della capitolazione definitiva dello Shantung, il Chou perdette la
guerra che si trascinava dal secolo precedente. Cheng assunse il titolo
di Chin Shih Huang-Ti (Primo Augusto Imperatore Chin) unificando sotto
il suo potere tutta la Cina. Veniva così istaurato un sistema imperiale
burocratico, con un nuovo assetto istituzionale. Il primo imperatore di
Qin (Qin Shi Huang) pose le basi della struttura del governo centrale,
struttura tripartita che sarebbe rimasta fondamentalmente per tutto
l’impero: il primo Ministro-Grande consigliere, il Grande maresciallo e
il Grande censore. Allo scopo di realizzare l’unificazione politica e
militare della Cina, il Primo imperatore adottò una serie di misure
rigorose che investirono l’organizzazione sociale, l’economia e la
cultura. L’antica aristocrazia venne totalmente esautorata e l’intero
territorio fu suddiviso in governatorati e distretti retti da funzionari
di nomina imperiale. Le misure di peso, di capacità e di lunghezza
furono unificate e la moneta di Qin fu imposta in tutto l’impero.
Inoltre, furono realizzate grandi opere pubbliche e venne intrapresa la
costruzione di nuove strade, che arrivavano fino alle aree più lontane.
Gli eserciti imperiali arrivarono a Sud, fino all’attuale Vietnam
settentrionale, mentre al Nord fu costruita la grande muraglia (oltre
5.000 Km.), che parte dall’odierna provincia di Gausu fino alla penisola
di Liaodong. Nel 213 a.C. per cancellare la memoria del passato,
l’imperatore fece bruciare tutti gli antichi testi, fatta eccezione per
quelli di argomento scentifico e tecnico e per gli Annali dello Stato di
Qin. Il primo imperatore morì nel 210 a.C. lasciando un mausoleo a Liutong che può essere annoverato fra le meraviglie del mondo: un intero esercito di statue di terracotta a grandezza naturale. Alla sua morte questa struttura si rivelò effimera: dopo neanche vent’anni una serie di rivolte portarono sul trono un uomo di umili origini che diede inizio alla dinastia Han: Liu Bang. Gli Han espansero la loro influenza fino alla Corea e ai confini del Vietnam. L’espanzione verso l’Asia centrale diede inizio ai rapporti commerciali con l’Occidente. Tuttavia nel 184 dopo Cristo, una serie di carestie e calamità naturali portarono alla rivolta dei Turbanti Gialli che decretò la fine della dinastia e dello stato unitario. Aveva così inizio il cosiddetto medioevo cinese. Attorno al 500 a.C. fiori' in India la predicazione di Gautama Budda (l'illuminato), il quale diffuse una dottrina religiosa, che sosteneva la necessita' di una prograssiva purificazione dell'uomo, dal dolore e dalla miseria della vita materiale alla completa liberta' dello spirito (Nirvana). Al III secolo a.C. risale la fondazione di un primo grande regno indiano unificato, sotto il governo di Asoka; in questa epoca il buddismo divenne la religione ufficiale dell'impero e si diffuse anche a Ceylon e in Indocina. La spartizione del regno, alla morte di Asoka, diede inizio a una lunga e grave decadenza della civilta' indiana. |