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Noi
intendiamo io puro, principio di ogni cosa, pensiero ed attività
spirituale. Con Fichte abbiamo la metafisica del pensiero ciò vuol dire
che la ricerca della sostanza di una cosa non è nella realtà ma nel
pensiero soggettivo.
Fichte considera la filosofia dogmatica degna di persone passive.
L'idealismo è per lui la filosofia dei giovani perché l'io è creatore.
Secondo lui, la vera natura umana è quella morale, possiamo definire il
suo un idealismo etico.
Dopo la lettura della critica alla ragion pratica, pubblicò un libro
anonimo che come stile si avvicinava molto a quello di Kant. Viene
riconosciuto ed invitato ad insegnare all'università. Qui un suo
assistente aveva proposto nei suoi testi che noi dobbiamo parlare di Dio
come ordine morale dell'Universo. Il senato accademico richiamò Fichte
il quale disse "se non siamo liberi di scrivere quello che vogliamo, io
do le dimissioni". Vennero cacciati dall'università. Fichte cercò lavoro
ma ben presto sua moglie che era infermiera si ammalò e lo contagiò di
un male che in breve tempo lo portò alla morte.
Importantissimi da ricordare sono i discorsi alla nazione tedesca che
egli scrisse per suscitare uno spirito nazionalistico.
Secondo Fichte l'io penso di Kant non può essere solo legislatore della
natura, ma deve essere anche creatore.
Esso si struttura in:
1)
TESI (realtà*) L'io pone se stesso
2)
ANTITESI
(negazione*)
L'io pone il non io 1
3) SINTESI
(limitazione*)
L'io pone il non io per farsi io 2
1 vengono sistemate come le categorie di Kant
2 il rapporto tra realtà e negazione è limitazione
L'io
pone se stesso secondo il principio logico di identità a=a io=io
Esso ha una natura morale Se io sono messo alla prova è vero che sono
moralità? La vita va vissuta. Bisogna cercare di superare il non io, che
rappresenta gli ostacoli e ci allontana dalla moralità.
Il non io non è autonomo ma è creato per controbattere l'io. Il non io
viene quindi creato da noi.
L'io per realizzarsi come moralità si è trasformato in non io.
Finché viviamo ci limitiamo sempre ad essere morali sapendo comunque che
la moralità assoluta non la raggiungeremo m
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