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| L’indipendeza della Svezia era stata
riaffermata nel 1523, dopo che i tre regni nordici (Danimarca, Norvegia,
Svezia) erano stati riuniti nell’unione di Kalmar, costituita nel luglio
del 1397 sotto lo sovranità del re di Danimarca Gustavo Vasa, che nel
1521 fu riconosciute re, negli ultimi anni all’edificazione di uno Stato
indipendente e favorì l’introduzione della Riforma. Anche Federico I di
Danimarca (1523-33) favorì la diffusione del luteranesimo. Sul trono
svedese succedette Federico II e su quello danese Erik XVI. La guerra
aperta tra Svezia e Danimarca scoppiò nell’autunno del 1563. Ad
attaccare fu Federico II di Danimarca, che approfittò della guerra
civile tra Erik XVI e il fratello Giovanni, duca di Finlandia. Si apriva
così quella che è passata alla storia come la Guerra dei sette anni
(1563-70). Esso comportò terribili devastazione e costò a Erik la
perdita del trono svedese nel 1568, in seguito all’accordo tra i suoi
fratelli Giovanni e Carlo, postisi alla testa di una ribellione
nobiliare. Giovanni venne eletto re, e dopo aver confermato i privilego
della nobiltà, trattò la pace con la Danimarca, che dettò condizioni
molto severe. Durante il regno di Giovanni III la Svezza rivolse le
proprie mire espansionistiche verso la Russia, potendo contare
sull’appoggio della Polonia, che nel 1580 s’impadronì della Livonia (Lituania).
I piani di politica estera di Giovanni III si basava soprattutto su un
accordo dinastico che avrebbe dovuto unire Svezza e Polonia, consentendo
loro di dominare il Baltico, nonostante avesse abbracciato il
protestantesimo e l’altra fosse stata riconquistata al cattolicesimo.
Quando il re di Polonia Stefano Bathory morì nel 1586, Giovanni avanzò
con successo la candidatura al trono polacco di suo figlio Sigismondo,
nato dal matrimonio con Caterina Jagelloni ed educato nella fede
cattolica. Com’era inevitabile i progetti del nuovo sovrano, Sigismondo,
di restaurare il cattolicesimo, coalizzarono attorno al duca Carlo le
forze dell’opposizione. Sigismondo, deluso e scoraggiato, ritornò nel
regno polacco, mentre suo zio Carlo e il Consiglio dei nobili assumevano
congiuntamente il governo della Svezza, in nome del re assente.
L’alleanza non era destinata a durare a lungo e Carlo sfidò apertamente
il Consiglio, potendo contare sull’appoggio del Parlamento. La tensione
raggiunse un punto tale che molti nobili del Consiglio ripararono in
Polonia e accompagnarono Sigismondo quando, nel 1598, salpò alla volta
della Svezia. Sigismondo abbandonò presto la partita e ritornò col suo
esercito in Polonia. Il 6 luglio 1630 il re di Svezia, Gustavo Adolfo, sbarcava sulla costa della Pomerania, iniziando una campagna militare conclusasi due anni dopo. Guastavo Adolfo, in stretta collaborazione con il consigliere Oxestierna, egli fece della Svezia una grande potenza, padrona di tutta la costa orientale del Baltico, compredente Finlandia, Camelia, Ingoia ed Estonia. |