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Impero austiaco: La
rivoluzione del 1848 era costata il trono al debole e poco dotato
imperatore Ferdinando d’Asburgo che, avendo suo fratello rinunciato alla
corona, aveva abdicato in favore del nipote, il diciottenne Francesco
Giuseppe (1848-1916). Il giovane imperatore, desideroso di rafforzare il
prestigio e la potenza militare della monarchia asburgico, si era
impegnato ad annientare il movimento magiaro e nel 1851 aveva abolito la
Costituzione liberale concesa nel 1849, sostituendola con una serie di
provvedimenti che avevano rafforzato l’autorità centrale. Andarono a
precisandosi in esso due partiti contrapposti: uno, rappresentante gli
interessi ungheresi, boemi e slavi, era favorevole a un programma
federalista che concedesse ai territori non tedeschi maggiori libertà;
l’altro, rappresentante gli interessi tedeschi, intendeva conservare una
forte organizzazione centralizzata, pur accettando di trasferire alcuni
poteri alle autorità locali. Particolarmente vivace si presentava
l’opposizione dei liberali e nazionalisti ungheresi. Dall’altra, parte
la dieta ungherese era riuscita a ottenere l’appoggio dei croati, ma non
quella dei serbi, slovacche e rumene quei diritti nazionali che
esigevano per sé da parte del governo austriaco. Comunque, il conflitto
tra austro-tedeschi e magiari venne risolto nel 1867 con l’istituzione
della monarchia dualistica, sulla base di un accordo in virtù del quale
Francesco Giuseppe veniva dichiarato imperatore d’Austria e re
d’Ungheria, ossia di due stati egualmente indipendenti e maltrattando
decisi a respingere le avanzate degli slavi. Nel 1868, la Croazia e la
Slovenia, facenti parte dell’Ungheria, ottiene una relativa autonomia,
assumendo il nome di Regno di Croazia e Slovenia. |