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Alcuni caratteri del pensiero Hegeliano saranno criticati:
Schopenhauer è stato il primo
ad esaminare questi aspetti. Egli ebbe contrasti con Hegel
accusandolo di avere prostituito la filosofia. Considerava infatti,
quella di Hegel, la più vuota chiacchierata che potevano fare delle
teste di legno. Il noumeno è la volontà, essa è l’unica vera realtà, è cieca, irrazionale e non sa nemmeno lei quello che vuole. Essa si estrinseca prima in un mondo di idee platonico, poi nel nostro mondo (spazio, tempo, causalità) e poi in ciascuno di noi, perché noi vogliamo in ogni momento, è un bisogno muscolare. Abbiamo un pensiero fisso, fino a quando non lo soddisfiamo. Dopo averlo soddisfatto, viviamo nella noia, e cerchiamo un altro bisogno, un altro dolore: la vita è un pendolino dalla noia al dolore. Sentirsi vivi per Schopenhauer è sentire la volontà. Ma non si può vivere così, dobbiamo tentare di non sentire più la volontà di vivere: potrebbe essere una soluzione il suicidio, ma non è così, perché facciamo ciò che vogliamo, cioè liberarsi dalla vita. Liberarsi significa squarciare il velo di Maya. Maya è la verità: ma noi non possiamo mai vedere la verità nuda, il noumeno. Ma Schopenhauer dice che possiamo liberarci dalla volontà di vivere in 4 gradi:
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